20 May 2018

Firenze 51 anni dopo l’alluvione, mai dimenticare

Un’alba plumbea quella di quel lontano 4 novembre del 1966, un’alba che andava incontro al suo tragico destino, quello di causare di li a poco una delle più gravi alluvioni mai avvenute in Italia. La pioggia, una benedizione quando cade in giuste quantità che diventò una maledizione perchè venuto a troppa e tutta insieme. Sembrerebbe uno scenario dei giorni d’oggi, e questo ci dovrebbe far riflettere che da quel giorno poco o nulla è cambiato, poco o nulla abbiamo imparato.

Oggi, complice anche lo sconvolgimento causato dal rapido cambiamento del clima, ricadiamo ancora negli stessi drammi, riconoscendo che, dopo 50 anni, non siamo ancora riusciti, ne mai riusciremo, a domane i fiumi. Così l’Arno, gioiello incastonato dentro il cuore di Firenze, divenne causa della sua stessa distruzione.

Quel 4 novembre di 51 anni fa in gran parte della Toscana fu una giornata davvero tragica, perchè non fu solo il Capoluogo ad andare sott’acqua, ma anche diversi comuni  del Casentino e del Valdarno in Provincia di Arezzo, del Mugello (dove straripò anche il fiume Sieve), alcuni comuni periferici come Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa e Signa (dove strariparono i fiumi Bisenzio ed Ombrone Pistoiese e praticamente tutti i torrenti e fossi minori) e varie cittadine a valle di Firenze, come Empoli e Pontedera.

Quel 4 novembre di 51 anni fa il maltempo colpì duro non solo in Toscana, ma anche in Veneto, con il solito Polesine, il Trentino, con il capoluogo allagato dall’Adige come piazza Signoria dall’Arno, a anche il Friuli, dove il Tagliamento invase vaste porzioni della fascia pianeggiante, ma il cuore del dramma si consumò proprio li, nel cuore della Città del Giglio, dove si contarono 35 vittime che oggi voglio ricordare rimandandovi all’elenco ufficiale.

In coda vi fornisco anche un inedito di quei tragici momenti, gentilmente messo a disposizione da Daniele Baracchi attraverso il sito web Firenzealluvione.it.

Luca Angelini

Firenze 50 anni dopo l’alluvione, mai dimenticare