22 October 2020

Foehn mascherato: quando nubi e piogge sfondano dalle montagne

Sfonda o non sfonda? Quando il vento che irrompe sulle nostre città arriva dalle montagne e prende il nome di Favonio, ha già subito una serie di complessi processi fisici. Quello che a noi serve sapere da un punto di vista pratico, è capire quanto ci ripareranno le nostre montagne dalle masse nuvolose che si addossano lungo i versanti opposti e che, spesso, portano anche piogge e nevicate.

Supponendo di trovarci sulle Alpi, ma il discorso è estensibile benissimo anche alla catena appenninica, i venti che provengono da nord incidono in modo quasi perpendicolare e sono costretti a scavalcare le linee di cresta producendo, in caso di adeguato contenuto d umidità, nubi ed eventuali precipitazioni.

Ma come facciamo a sapere se questi fenomeni rimarranno oltre la cresta o sconfineranno sulle nostre regioni? Due sono gli elementi da considerare.

  • Primo, lo spessore verticale della massa d’aria e la sua stabilità; nel caso ci trovassimo dinnanzi ad aria marittima, quindi di notevole spessore e magari anche instabile, la cresta alpina si farà sfuggire diverse frange nuvolose che poi disegneranno nei cieli dei nostri versanti, della val Padana (ma anche oltre), le tipiche nubi orografiche, ossia altocumuli e altostrati, a volte di forma bizzarra come i famosi “pesci del Foehn”.
  • Il secondo elemento che rischia di fare allungare il muro nuvoloso, noto anche come “muro del Foehn”, sui nostri versanti, è la potenza dei venti in alta quota. In presenza di massimi legati alla presenza della Corrente a Getto, le frange nuvolose tenderanno ad essere trasportate per diversi chilometri verso sud, fino a coinvolgere anche buona parte dei versanti sud-alpini con precipitazioni portate da settentrione ben oltre la linea di cresta, a tratti fino a ridosso delle Prealpi.

Questi due elementi andranno attentamente considerati nel caso in cui si abbiano in previsione attività all’aria aperta lungo l’arco alpino, poichè lo sfondamento del muro del Foehn può portare fenomeni inaspettati anche nelle valli normalmente poste al riparo. In inverno sono da mettere in conto anche violente bufere di neve, esaltate dalla caratteristica azione di risucchio provocata dallo stramazzo del vento, bufere addirittura più violente di quelle che si manifestano sul versante sopravvento dove lo sbarramento provoca al contrario un rallentamento delle correnti, con precipitazioni sicuramente più copiose ma certamente meno “cattive”.

Luca Angelini

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