FREDDO di metà settimana: toccata e fuga al nord

sat 1Seguiamo passo passo vita, morte e miracoli (questi ultimi con beneficio di inventario) legati alla nascita e all’evoluzione di un lobo di aria fredda che, dopo lungo peregrinare, transiterà sull’Italia (o meglio sul nord Italia) tra la sera di martedì 16 e mercoledì 17 marzo.

A chi non è interessato alle notazioni tecniche, consiglio di andare subito alle “CONCLUSIONI” a fine articolo.

Nato qualche giorno fa sul Labrador, un nocciolo di aria fredda, corazzato da un evidente carico di vorticità ciclonica, è stato agganciato nel corso del weekend dal flusso perturbato atlantico, che in questi giorni è costretto a risalire sino alle latitudini artiche per la presenza di un esteso campo di alta pressione, il quale pone il suo massimo sulle Isole Britanniche. Oggi, domenica 13 marzo, il vortice ha già compiuto il giro di boa dell’anticiclone e ora (ore 12.00 UTC) sta affrontando la Norvegia del nord.

LUNEDI: lunedì 14 lo ritroveremo con la sua isoterma di -35°C alla quota di 5.430 metri sul sud-est della Finlandia, nel tentativo di andare in fase con una saccatura russa colma di aria gelida in discesa dalle isole Svalbard. La chiusura a tenaglia tra le correnti in uscita dall’anticiclone britannico e la resistenza opposta dalla fascia anticiclonica subtropicale che domina a sud del Mediterraneo, causerà però una compressione del flusso e dunque il nostro nocciolo freddo, anzichè seguire la saccatura russa (che infatti andrà in fuga oltre gli Urali), sarà costretto a staccarsi sfuggendo verso ovest, portandosi martedì mattina sulla Polonia.

MARTEDI: la manovra avrà tre conseguenze: la prima vedrà una lieve perdita del carico freddo in quota (da -35°C, si passerà a -30°C). La seconda segnala una diminuzione del campo di altezza geopotenziale, il che evidenzia l’iniezione di vorticità ciclonica (da curvatura), dovuta proprio alla virata secca della struttura, con parziale continentalizzazione del flusso nei bassi strati che diverrà retrogrado (da est). La terza ci suggerisce l’accelerazione del nocciolo freddo, che già nel pomeriggio di martedì raggiungerà le nostre regioni settentrionali ad iniziare dal nord-est, accompagnandosi ad una veloce perturbazione da est.

ensE qui iniziano gli “indovinelli”, ben evidenziati dalla mappa probabilistica riportata qui a fianco. Secondo le ultimissime elaborazioni numeriche, comunque ancora provvisorie, l’interferenza con l’arco alpino potrebbe dar vita ad un minimo di pressione nei bassi strati sottovento alle Alpi Marittime (sottovento si intende in questo caso ad ovest, quindi sulla Provenza), mentre in quota il nocciolo ciclonico pare sia avvezzo a sorvolare le Alpi rimanendo appena sul lato settentrionale.

CONCLUSIONI: siamo alla notte su mercoledì, allorquando questa situazione potrebbe dar luogo ad un rapido passaggio di precipitazioni al settentrione da est verso ovest, accompagnate da intensi venti di Bora che interesseranno in parte anche il centro. L’incertezza nell’esatta direzione di transito dei centri di pressione (in quota e al suolo) rende ancora impossibile sapere se e dove nevicherà. Tuttavia, a solo scopo orientativo, potremmo ritenere che le regioni di nord-ovest, segnatamente il Piemonte, potrà venire interessato da qualche nevicata sino a bassa quota, se non a tratti, persino in pianura, prima che l’aria secchi troppo.

Neve a quote basse anche nelle vallate alpine poste sotto la verticale del vortice in quota. Qualche rovescio di neve a quote medio-basse possibile anche sul versante adriatico dell’Appennino centrale, settore che comunque rimarrà al margine del flusso freddo nord-orientale e pertanto in condizioni di massima incertezza fino all’ultimo. Con i venti freddi da nord-est ci dovremo quindi attendere un calo delle temperature nella giornata di mercoledì 16, specie al nord e sulle centrali adriatiche, cui dovrebbe però seguire un nuovo graduale aumento già nella giornata successiva.

Luca Angelini

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