25 January 2021

FREDDO e NEVE: da lunedì si ricomincia con Adriatiche e Meridione?

freddo lun9Pur con un anticiclone ancora un po’ troppo invadente là ad ovest, quello atlantico, l’inverno si sta ritagliando il suo degno spazio sul suolo italiano. Così, dopo aver asperso di nevicate diverse città del nord, il generale mette in canna un nuovo colpo di fucile.

Dalle distese glaciali della Groenlandia infatti sta partendo proprio in queste ore un nuovo blocco di aria molto fredda, guidato da un campo di bassa pressione che, sfruttando lo scivolo anticiclonico ben saldo in sede britannica, piomberà dritto sulla regione balcanico-danubiana già nella giornata di domenica. La contemporanea rotazione oraria dell’asse anticiclonico, sollecitato dalla ripresa delle correnti occidentali alle alte latitudini, determinerà una traiettoria a parabola del blocco freddo, il quale assumerà dunque caratteristiche ibride,  marittima continentalizzata.

Importante notare che il flusso portante di ritorno, così sollecitato, finirà per disporsi dai quadranti nord-orientali e quindi pronto a infiltrarsi sull’Italia con la sua lama periferica. Tanto basterà per dar luogo ad un peggioramento che, tra lunedì 9 e martedì 10, potrà investire le nostre regioni adriatiche e meridionali. 

La figura in alto mostra il percorso del nucleo di vorticità giorno per giorno sino a lunedì. Siamo in quota a 5.500 metri. Il video qui sotto invece mostra invece lo spostamento della massa d’aria sulla superficie isobarica di 850hPa (1.500m).

Le conseguenze? Al momento si può certamente ipotizzare un calo generale e sensibile delle temperature, maggiormente avvertito lungo l’Adriatico, temperature che potranno scendere anche alcuni gradi al di sotto della media del periodo. Naturalmente, pur senza la presenza di un vero e proprio fronte organizzato (che sfilerà verso il mar Nero), vi saranno condizioni favorevoli allo sviluppo di precipitazioni che, dato il profilo termico “ardito”, potrebbero assumere carattere nevoso a tratti fin sul litorale adriatico tra Puglia e Molise e a quote collinari su Abruzzo, entroterra campano, Basilicata, Calabria e, forse, anche sulla Sicilia orientale.

Come vedete, i “forse” sono ancora tanti, dato che la predicibilità fisico-matematica al momento è ancora piuttosto bassa. Sarà occasione per risentirci nel corso dei prossimi approfondimenti. Non mancate.

Luca Angelini

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