25 October 2020

FREDDO in arrivo, i 5 motivi che possono far sbagliare le previsioni

Aria fredda e mar Mediterraneo notoriamente non hanno un bel rapporto. Capita così che imponenti colate di aria gelida di diretta estrazione artica puntino dritte il nostro Paese, salvo poi evitare l’ostacolo deviando all’ultimo momento. Il freddo, soprattutto se ha anche una componente  continentale, risente molto delle asperità orografiche e termiche, così a volte si spalma sul cuore dell’Europa finendo per scivolare sulla penisola Iberica e altre fermandosi invece sui Balcani seguendo i solchi vallivi In questo frangente importante è anche lo stato dell’innevamento che l’aria fredda incontra nel suo cammino sul continente.

Ma cos’altro impedisce all’aria fredda di entrare decisa sul Mare Nostrum? Certamente l’effetto della rotazione terrestre (forza di Coriolis) ci mette del suo, deviando i nuclei freddi verso destra (verso ovest nel nostro emisfero), con gli assi gelidi che intraprendono traiettorie a boomerang riparando verso nord prima di colpire il bersaglio. E vogliamo parlare della possibile formazione di minimi di pressione lungo il percorso? Questi rallentano e storpiano il flusso laminare deviandolo anche all’ultimo momento. Inoltre, come ben sappiamo, durante il semestre invernale le temperature della superficie marina sono decisamente più elevate rispetto a quelle della terraferma. Tra continente e mare si modifica dunque, strada facendo, la struttura termodinamica dello strato atmosferico più basso e quindi anche quello dell’aria fredda in moto sopra di esso, che è costretta a rallentare, deviare, rimescolarsi.

A questo punto non sarà difficile comprendere che la nostra massa d’aria fredda cercherà di mantenersi attiva con il minor dispendio energetico possibile, dunque eviterà di disgregarsi sul mare caldo e tenderà a rimanere il più possibile su superfici continentali fredde, meglio se già innevate.

Insomma, il freddo invernale, puntuale o tardivo che sia riesce spesso a confondere i calcoli dei simulatori, dovendo sottostare ad una elevata componente caotica trasversale. E’ per questo che sul nostro sito (ma tutti i professionisti qualificati normalmente lo fanno) non si procede con troppo anticipo a scendere nei particolari se siamo in procinto di ricevere una eventuale ondata di aria fredda. Nella fattispecie, vi invitiamo a tornare su questa pagina nei prossimi giorni (nel weekend 21-22 marzo) perchè solo allora potremo stendere un quadro previsionale che poggi su basi scientifiche e non sul  solito inutile e fuorviante “tutto e il contrario di tutto”.

Luca Angelini

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