21 October 2020

Freddo: qualcosa si muove per fine mese ma…

sino… ma l’Italia potrebbe venire solo sfiorata.

Diciamola tutta, è una operazione complicata già in partenza. Il continente è caldo, troppo, per concedere alle prime irruzioni artiche di raggiungere senza colpo ferire il nostro Mediterraneo. Parafrasando una simpatico spot pubblicitario, è una questione di fisica, più che di logica. Ma andiamo per ordine.

Dell’alta pressione che ormai sembra aver puntato un piatto ricco sul nostro Paese a partire da metà settimana (figura in alto) siamo tutti d’accordo, ora viene il dopo.

L’alta pressione che si sarà eretta dal nord Africa lungo i meridiani europei, andrà a braccetto con la collega russo-scandinava, tanto che infilerà un duro colpo al diaframma della circolazione polare. Intorno a fine mese questo lavoro di ariete inizierà a dare i suoi frutti, ma le conseguenze al momento si scindono in due distinti scenari.

mod11) Ipotesi probabile al 15-20%

A partire dal 25 novembre si assisterà al distacco di un nucleo di aria artica dal Circolo Polare in direzione del nord Europa, con obiettivo il cuore del nostro Continente.

 

 

La resistenza termica incontrata però dalla massa fredda, costretta a scorrere sopra un continente ancora troppo caldo, andrà a sprecare, per così dire, il potenziale gelido nello costruzione di nubi e piogge. In altre parole, il freddo potrebbe sfogarsi sull’Europa centro-settentrionale negli ultimi giorni di novembre, infarcire quei settori di forte maltempo e tralasciare di continuare la sua corsa verso l’Italia, che ne rimarrebbe praticamente all’asciutto.

mod22) Ipotesi probabile al 25-30%

Sempre partendo dal 25 novembre l’isolamento di una cellula anticiclonica in area scandinava promuoverà la discesa di una saccatura polare lungo i meridiani dell’Europa orientale. L’aria fredda non partirà direttamente lungo i meridiani, ma compirà un arco in senso orario per investire la Russia e raggiungere poi i Balcani. Sull’Italia si andrebbe generando un moderato raffreddamento, a partire dai versanti orientali della Penisola, tra il 26-27 novembre e la fine del mese.

Come vedete, oltre ad essere antitetici, i due scenari si vedono costretti a condividere le restanti probabilità, con numerose varianti, che ancora devono essere vagliate.

Nessuna certezza dunque, ma solo (basse ) probabilità. Certamente, come abbiamo scritto nel titolo,qualcosa si muoverà e infatti il raffreddamento del continente paventato da più di una ipotesi numerica è un primo passo. Solo quando si sarà completato questo processo potremo veramente iniziare a parlare di inverno anche in Italia.

Luca Angelini

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