21 October 2020

Il freddo sfugge, qui si rischia un'altra settimana di pioggia

bol1E adesso è tutto da rifare. Avevamo detto a gran voce che con minimi di pressione ed aria fredda non si scherza ne, tantomeno, si possono dare le cose per scontate. Se metodi empirici e fisica non riescono a trovare il bandolo della matassa ciò significa che occorre tirare i remi in barca e accorciare la gittata previsionale.

Certo dispiacerà a voi cari lettori, notoriamente amanti delle tendenze a lungo termine tuttavia, per dimostrare una parvenza di professionalità e buon senso, occorre ammettere i limiti che scienza ed elettronica hanno nei confronti della fetta caotica dell’atmosfera ad accorciare traguardi che sembrano a portata di mano fino a non oltre qualche giorno di prognosi.

Siamo dunque da capo, con l’intero bacino occidentale del Mediterraneo ancora alle prese con un vasto centro di bassa pressione che attualmente pone il suo minimo principale al largo delle isole Baleari. E’ proprio questo vortice che richiama verso l’Italia intensi e mitissimi venti di Scirocco dal nord Africa.

bol2Questa giostra depressionaria, stuzzicata sul lato atlantico da un braccio dell’anticiclone delle Azzorre diretto verso il Regno Unito, avrebbe dovuto progredire verso est e iniziare a richiamare aria più fredda dall’Europa orientale. Alla luce degli ultimissimi aggiornamenti ora però qualcosa è cambiato, a causa di due nuclei di vorticità sfuggiti alle maglie del vortice polare e pronti a tuffarsi anch’essi sui placidi lidi del Mare Nostrum.

Un primo si trova mentre scriviamo a cavallo del Pirenei, destinato a puntare verso il cuore dell’Algeria. Nel corso del suo peregrinare, finirà col trovarsi a cavallo dell’asse di saccatura. La diminuzione del raggio di curvatura all’altezza del “gomito” dell’asse, fornirà ulteriore vorticità ciclonica alla struttura, che nelle ore centrali di martedì 2 si scinderà in due mesominimi (minimi ciclonici a piccola scala). Uno finirà sulla Tunisia, l’altro il andrà in fase con il vortice sardo rinforzandolo.

La manovra per intanto, non farà altro che causare la mancata progressione di tutto il blocco depressionario, che indugerà sui nostri mari sino a metà settimana, e con esso anche il maltempo associato, ma non è tutto.

bol3Proprio mercoledì 3 un ulteriore flessione della tropopausa causerà il distacco di un ulteriore nucleo di vorticità dai cieli islandesi verso il Regno Unito, dove si aprirà un varco attraverso l’alta delle Azzorre in direzione della Penisola Iberica, andando a generare in loco nella giornata di giovedì 4 un nuovo centro di bassa pressione.

Ecco che tutto il malloppo depressionario verrà richiamato ulteriormente verso occidente, finendo per convogliare l’aria fredda a disposizione, in seno alla quale si formerà un quinto minimo di pressione, sulla Mitteleuropa verso l’asse franco-spagnolo, confinandone il grosso, in buona sostanza, al di là delle Alpi. Solo la successiva nuova pulsazione dell’anticiclone atlantico, in partenza non prima di venerdì 5 dicembre, potrebbe forzare il vortice a traslare verso levante, permettendo un cambio di registro di tempo e temperature anche a casa nostra.

Detto in altri termini, un tale quadro starebbe a significare un’alta probabilità che il tempo instabile e piovoso insista sul nostro Paese, così come un profilo termico che a fatica riuscirà a rientrare nelle medie del periodo e non prima dell’Immacolata.

Vista comunque la complessità delle manovre in atto conviene senz’altro aspettare i prossimi aggiornamenti e trarre solo a tempo debito le dovute conclusioni.

Luca Angelini

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