22 October 2020

Freddo si o freddo no? Dipende dall’affidabilità delle previsioni

Sembrerebbe una frase scontata, di aver scoperto l’acqua calda e invece non è così; in questi giorni ad esempio siamo subissati da richieste di chiarimenti riguardo una ipotetica ondata di gelo e neve attesa entro la prima settimana di febbraio.

Ora, come molti di voi già sapranno, i prodotti numerici che si adoperano per simulare lo stato futuro dell’atmosfera – leggi per formulare previsioni – bisogna saperli utilizzare in maniera corretta. Consultare una sola corsa di un intero set modellistico, non ha senso a 10 giorni di distanza, perchè l’instabilità numerica cresce con il passare del tempo e, dopo 10 giorni, la componente caotica dell’atmosfera rende inutilizzabile tale corsa. Per ovviare a questo inconveniente matematico, si usa uno stratagemma statistico, ovvero quest’ultima corsa viene fatta girare insieme a tutte le altre – 20 o 50 che siano a seconda del modello consultato – essenzialmente per dare un orientamento probabilistico medio e attestarne il relativo stato di affidabilità.

Vi faccio un esempio per capirci e per trarre le nostre conclusioni su questo discorso. Osserviamo le carte sotto proposte: ci mostrano la situazione delle correnti in quota previste come media di 50 corse parallele dal modello dell’Università di Reading. Le aree colorate in azzurro sono quelle dove le previsioni convergono conferendo quindi maggiore affidabilità allo scenario rappresentato. Le aree colorate in arancio sono invece quelle meno affidabili.

Come è facile notare la carta qui sopra, prevista per il 3 febbraio, mette in risalto un’area ad elevata affidabilità numerica in corrispondenza dell’anticiclone sul comparto europeo. La carta qui sotto, prevista per il 5 febbraio (solo 48 ore dopo) mette in evidenza una situazione totalmente opposta, con un’ansa ciclonica protesa sull’Europa, ma con un indice di affidabilità molto basso.

Questo vuole dire che tra il 3 e il 5 febbraio la circolazione atmosferica verrà “disturbata” da una forzante che ne altererà la sua lineare evoluzione rendendo il quadro previsionale instabile e quindi non affidabile. Non vuole dire che non arriverà il freddo, ma semplicemente che qualsiasi scenario (QUALSIASI) venga rappresentato, sarà comunque poco affidabile, non utile per formulare previsioni. Dunque, l’ardua sentenza ai posteri o, più semplicemente, a chi di noi resisterà ancora qualche giorno in attesa di aggiornamenti più attendibili e di un approccio operativo più serio.

Luca Angelini

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