25 October 2020

GENNAIO, il mese delle sorprese

STRATOL’analisi di alcuni importanti indici volti alla comprensione dell’evoluzione a lunga scadenza ci disegna una interessante dinamicità pronta a vivacizzare il prossimo mese di gennaio, del quale si riescono a intravvedere due possibili distinte fasi.

La prima fase , descritta nei particolari in questo articolo, vede nei primissimi giorni di gennaio una distensione zonale (da ovest verso est) delle correnti portanti, con arretramento del muro freddo sui settori orientali del continente e relativo allontanamento dall’Italia. Nel frattempo però si nota una interessante manovra, al momento ancora allo stato embrionale, a carico della circolazione polare stratosferica.

Siamo così alla seconda fase: a parere delle elaborazioni numeriche fornite dall ECMWF, a mani della professoressa Karin Labitzke, vera esperta di queste dinamiche, la stratosfera polare verrà interessata da due flussi di calore, un primo già in atto, partito dai cieli siberiani e proiettato verso le Aleutine, un secondo, probabilmente allo start intorno al 5-6 gennaio, in evidenza a carico dell’alta pressione atlantica e proiettato verso i cieli groenlandesi.

L’attacco incrociato sembra possa avere conseguenze importanti a carico del Vortice Polare Stratosferico (vedi figura in alto), il quale intorno ai giorni dell’Epifania sarà costretto a scindersi quasi totalmente in due lobi, l’uno sui cieli settentrionali canadesi, l’altro su quelli settentrionali della Siberia centrale. Ebbene, vista così, per noi Europei e ancor più Italiani, non vi sarebbero evidenti conseguenze, tuttavia, ad uno sguardo posto alle fasi previste dell’indice convettivo tropicale (MJO=MaddenJulian Oscillation), notiamo la possibilità di una ola temporalesca tropicale in sviluppo sul Brasile ( per gli esperti fasi 6).

Cosa può comportare questo stato dell’arte? La pressione esercitata dalla convezione sulla sovrastante fascia anticiclonica subtropicale atlantica, potrebbe insufflare importanti apporti di calore e sviluppare l’onda anticiclonica, oltre che in  senso meridiano ossia convergente verso il Polo, anche in spessore, con possibile sfondamento in stratosfera.

zonaliDovesse andare in porto tale disegno, il Vortice Polare Stratosferico verrebbe letteralmente spaccato in due e sostituito sui cieli della calotta artica da una struttura anticiclonica anomala. E’ quello che tecnicamente va sotto il nome di Midwinter Major Warming, ovvero riscaldamento repentino della stratosfera polare invernale. Il lobo siberiano, guidato dai flussi che ora non sarebbero più zonali (da ovest), ma antizonali (da est figura a fianco) inizierebbe a muoversi verso l’Europa avvicinandosi pericolosamente all’Italia.

Una siffatta manovra, sempre che possa contare su una buona propagazione versi i bassi strati (anche in questo caso abbiamo un indice che gioca a favore la QBO negativa), potrebbe porre in essere le condizioni ideali per una imponente irruzione di gelo fin verso le medie latitudini europee a partire da metà gennaio.

Potete ben capire che, la descrizione al momento poggia su basi essenzialmente teoriche e pertanto va intesa solo quale eventualità. Teniamo altresì presente che eventuali colate fredde legate allo scivolamento del blocco siberiano verso ovest, non è detto che raggiungano obbligatoriamente l’Italia. Rimane il fatto che, statistica alla mano, le più importanti ondate di gelo e neve invernale sull’Italia, quelle veramente di peso storico, sono partite proprio da questi elementi.

Vale la pena dunque di seguire attentamente nel corso dei prossimi giorni questa avvincente pagina di inverno ritrovato.

Luca Angelini 

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.