3 December 2020

I ghiacci artici e l’estate, poteva andare peggio

Grazie all’occhio attento dei satelliti – quelli ad orbita polare meteorologici e ambientali – siamo in grado di tenere sotto costante monitoraggio l’estensione e la concentrazione dei ghiacci polari. La nostra pagina dedicata è quella indicata a questo indirizzo e, grazie a questa finestrella aperta sul Polo, siamo in grado di rilevare in tempo reale come vanno le cose lassù.

Ebbene, le notizie non sono confortanti, ma non sono neanche catastrofiche. L’estate è passata, il minimo annuale di estensione della banchisa ormai alle spalle. E allora, come siamo messi?

Osservate il grafico qui a fianco proposto: si nota l’andamento di ghiacci artici in relazione alla media 1999-2008 e in rapporto agli anni peggiori, il 2007 e il 2012. Siamo al terz’ultimo posto dall’inizio delle rilevazioni (1979), a circa 1 milione e 400 mila chilometri quadrati dalla media degli ultimi 38 anni, ma sopra di circa 1 milione e 300 mila chilometri quadrati dal disastro del 2012. Fa comunque impressione l’ammanco rispetto al massimo assoluto (sempre dall’inizio delle rilevazioni) che risale al 1980 e ammonta a circa 3 milioni e 100 mila chilometri quadrati.

Insomma, siamo messi male, ma anni passati – oltre al 2012 c’è il 2007 – è andata anche peggio. Rimane comunque quel “rosso” preoccupante delle temperature polari, costantemente al di sopra della media estate e inverno e che non depongono per niente bene. Intanto l’inverno polare si avvicina, non ci rimane che sperare in un buon recupero della banchisa, perchè chi parte bene è già a metà del viaggio.

Luca Angelini

I ghiacci artici e l’estate, poteva andare peggio