29 November 2020

GHIACCI polari, andiamo a vedere come stanno

Un inverno alle spalle che non ha portato buoni frutti, e ora arriva la primavera. Il tentativo di tener celata la grande riserva di gelo lassù entro il Circolo Polare Artico nei mesi centrali dell’inverno (ricordate quando il vortice polare girava a pieno regime), non ha avuto dunque riscontri tangibili. In altre parole: tutta fatica sprecata.

Le ultimissime rilevazioni satellitari, che possono contare su accurati sistemi di monitoraggio, non hanno rilevato alcuna ripresa nell’estensione della banchisa glaciale oceanica. Al di là dei valori attuali, che vedono i massimi annuali dell’estensione (dalle prossime settimane inizierà il fisiologico disgelo stagionale), è possibile constatare che la superficie attualmente ricoperta da ghiaccio ammonta a 12 milioni 726 mila chilometri quadrati, rimane il deficit rispetto ai valori medi degli ultimi 30 anni, 13 milioni 968 mila chilometri quadrati, tant’è che il 2016 è al momento l’anno peggiore dall’inizio delle rilevazioni. satellitari (1979).

A conti fatti, mentre stiamo scrivendo, mancano all’appello 1 milione e 242 mila chilometri quadrati. Si nota comunque un certo assestamento della fusione rispetto al crollo registrato tra il 2001 e il 2008, con mantenimento del deficit intorno al milione di chilometri quadrati.

antaUno sguardo anche all’estensione della banchisa antartica, che si è distinta negli ultimi anni per una crescita in controtendenza con l’Artico. Ebbene, in questo caso l’estate australe non ha intaccato il trend dell’estensione, che viaggia attorno ai valori normali, facendo registrare il minimo annuale, pari a 2 milioni 930 mila chilometri quadrati.

Da notare anche in questo caso che, dopo il crollo avutosi nel 2015, ora la situazione è migliorata attestandosi appunto attorno alla media dell’ultimo trentennio, con il 2016 che finora si piazza a metà strada tra il migliore (il 2014) e il peggiore (il 1980) degli ultimi 37 anni.

Luca Angelini

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