23 March 2019

GHIACCI polari e ROTAZIONE terrestre: l’impensabile relazione

Oltre a fattori puramente astronomici, la rotazione della Terra intorno al suo asse viene influenzata anche da fattori interni. Pensiamo ad esempio ai violenti terremoti, che possono essere in grado di modificarne temporaneamente l’inclinazione. Ancora più sorprendente è l’azione profusa dai cicli climatici di gelo e disgelo delle calotte polari.

A tal proposito, l’incremento del livello degli oceani, a sua volta prodotto dall’arretramento dei ghiacciai che è avvenuto su scale temporali geologiche dalla fine dell’ultima glaciazione, ha causato un parallelo rallentamento della rotazione terrestre.

La Terra infatti è un ellissoide di rotazione con una parte liquida che genera attriti per effetto delle maree. Per comprendere questo meccanismo, possiamo rispolverare il classico esempio della pattinatrice, che allontanando le braccia dal corpo, tende a rallentare la rotazione su sè stessa, viceversa avvicinandole ruoterà più velocemente. Così è anche per il nostro Pianeta, che tenderà quindi a rallentare la sua corsa qualora le masse d’acqua oceaniche siano in espansione per rialzo delle temperature.

Quanto emerge da un recente studio, apparso sulla rivista “Science Advances” e condotto da Jerry Mitrovica della Harvard University a Cambridge (Massachusetts), è molto importante, perchè ha permesso di tradurre in numeri, e dunque di simulare, questo processo. Mitrovica ha calcolato con precisione il peso dei due diversi contributi, risolvendo un enigma scientifico che dura da molti anni, noto come enigma di Munk

Questo fenomeno di rallentamento è naturalmente impercettibile all’occhio umano e non costituisce un rischio per la Terra, ma è tuttora in atto: già negli anni trenta del secolo scorso, sono infatti state evidenziate alcune anomalie nelle posizioni apparenti del Sole, della Luna e dei pianeti del Sistema Solare, se confrontate con le stesse posizioni registrate nei documenti storici delle eclissi a partire da circa 3 mila anni fa.

Rimane ora da dare in pasto ai super-computer che hanno permesso di simulare il fenomeno, i dati relativi alla coda del periodo interglaciale che stiamo vivendo, inserendo anche le risultanze derivanti dal riscaldamento globale e dall’eventuale innalzamento del livello del mari presente e futuro. Certamente le sorprese non mancheranno.

Report Luca Angelini

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