7 August 2020

Ghiacciai d’alta quota, primi segnali di sofferenza stagionale

La prima parte dell’estate, trascorsa dapprima con il consolidamento della copertura nevosa superficiale – grazie anche ad una prolungata fase meteorologica fresca e instabile con frequenti nevicate a cavallo di giugno e nella prima parte di luglio – poi proseguita con temperature complessivamente nella norma, ha contribuito a mantenere in buona forma i ghiacciai alpini, ritardando e riducendo parzialmente il periodo d’ablazione.

Ora però, con il trascorrere della stagione e, soprattutto, con la prima vera ondata di calore dell’estate, le superfici glaciali, anche quelle d’alta quota sopra i 4 mila metri, stanno iniziando a manifestare i primi evidenti segnali di sofferenza: i crepacci si aprono, creste, pendii scoscesi canali e seraccate scaricano, le prime chiazze di ghiaccio duro iniziano ad affiorare. Di certo l’attuale livello dello zero termico, anche prossimo a 4.500 metri, oltre a episodi piovosi su ghiacciaio nel corso dei temporali pomeridiani degli ultimi giorni, sta accelerando questo processo.

Buone notizie invece – anche se dobbiamo confermare – si intravvedono per la prossima settimana, quando pare ritornare una condizione meteo-climatica più fresca e caratterizzata da una benefica instabilità di origine atlantica che potrebbe portare anche a qualche provvidenziale centimetro di neve fresca a lenire le ferite dell’attuale scaldata.

Luca Angelini

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