Ghiaccio a volontà, ecco la nuova scoperta del CNR

Se il ghiaccio “vero” in natura inizia a scarseggiare – guarda ad esempio cosa sta accadendo oltre il Circolo Polare Artico – non c’è problema, visto che è stato appena messo a punto un nuovo tipo di reticolo cristallino derivato dall’acqua, che però è di natura artificiale. Nulla a che vedere con la neve artificiale, quella per intenderci che si spara durante l’inverno sulle spelacchiate piste da sci – di cui abbiamo recentemente parlato in questo approfondimento – ma una vera e propria forma nuova di ghiaccio, ottenuta manipolando non solo la temperatura dell’acqua ma anche la sua pressione.

Come è noto l’acqua è composta da due molecole di idrogeno e una di ossigeno (H2O) ma, essendo un liquido è praticamente incomprimibile. Ora, mettendo in pressione l’idrogeno, che essendo un gas invece è altamente comprimibile, si possono ottenere ben sedici tipi di ghiaccio, la cui struttura differisce in modo piuttosto evidente dal ghiaccio ottenuto a pressione ambientale. Il bello è che, una volta ottenuta la nostra miscela di ghiaccio, è possibile conservarla anche a pressione ambientale, con il solo accorgimento di mantenerla a 153 gradi sotto zero.

E’ molto poroso e quindi può assorbire e desorbire gas anche a bassa pressione, senza cambiare la sua struttura”, precisa il ricercatore Lorenzo Ulivi dell’Isc-Cnr. “La prima applicazione a cui abbiamo pensato è quindi l’immagazzinamento dell’idrogeno per applicazioni energetiche. Questo ghiaccio può accumulare e restituire ripetutamente l’idrogeno e ne può contenere fino al 50% in proporzione all’acqua (una molecola di idrogeno ogni due di acqua) che corrisponde a più del 5% in peso. Abbiamo inoltre osservato che il ghiaccio XVII assorbe con analoga facilità anche azoto e altri gas, caratteristica promettente per applicazioni nel campo della separazione industriale di gas”.

Report Luca Angelini

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