27 November 2020

Giovedì 17, le zone più calde: bassa Padana, interne tirreniche e sarde

E siamo ancora qui a parlare di caldo. Si, vero siamo in estate e allora di che altro dovremmo parlare? Il punto è proprio questo, il caldo di cui disquisiamo un giorno si e l’altro pure è ormai quasi costantemente sopra le righe.

Vada quando è l’Africa in persona ad inviarci il suo respiro arroventato, ma tutte le altre volte, quando il caldo ce lo fabbrichiamo noi in casa? Prendiamo l’attuale situazione: le correnti portanti, quelle che in quota guidano l’evoluzione delle figure atmosferiche, giungono direttamente dall’oceano andando ad infilarsi poi in un campo di alta pressione mobile che, mentre scriviamo, ritroviamo sulla verticale del Mediterraneo.

Parte la subsidenza OK e l’aria si scalda per compressione proprio nel cuore dell’alta pressione, poi il sole fa il resto facendo così raggiungere sull’Italia temperature massime subito elevate: 33-35°C come niente, ma anche 36-37°C. Roba che 20-30 anni fa ritrovavi solo nelle cosiddette ondate di calore, altrimenti con temperature assestate con una piccola forbice intorno ai 30°C.

Qui i terreni inariditi dalla lunga siccità danno un contributo non indifferente, ma c’è dell’altro e quell’altro è l’anello di congiunzione tra tempo e clima. Un clima indubbiamente lanciato nella direzione del riscaldamento.

Giovedì 17 agosto, un tempo si parlava di rottura stagionale, di burrasca di Ferragosto, oggi di nuovi valori superiori a 33-35°C. Le zone più calde: la “solita” Emilia Romagna, il cui entroterra è stato quest’anno bersagliato da un clima al limite dell’inospitale. Anche oggi come niente 34°C diffusi con punte di 35, in un ambiente afoso come suggerisce il relativo indice di disagio.

Valori massimi ancora più elevati sulle zone tirreniche – sopratturto Toscana e Lazio –, dove il vento sinottico da terra (Grecale) inibirà in parte il refrigerio delle brezze consentendo alle temperature di salire anche sino a 36-37°C. Lo stesso sulle zone interne della Sardegna, soprattutto il Campidano, ma qui essenzialmente per apporto diretto della compressione anticiclonica. Poi sforamenti del muro dei 35°C avverranno anche sul Catanese, anche in questo caso per azione di sottovento rispetto al Maestralino in entrata dal Tirreno.

Insomma, un’altra giornata calda, cui seguirà un venerdì 18 pressochè analogo.

Rimane quindi la rinfrescata del 20-22 agosto, ma anche in questo caso, come vedete, non si cambierà musica se non per un paio di giorni.

Luca Angelini