24 January 2021

Gli inganaggi del tempo: alta e bassa pressione

L’aria pesa; il suo peso, ossia la pressione che essa esercita sul suolo, non viene misurato in chilogrammi ma in hectoPascal (circa 1 millesimo di kg) per centimetro quadrato. Ora, se traduciamo il termine “peso” con il termine “pressione” assumiamo che esistono zone dove l’aria pesa di più (alta pressione) e altre dove pesa di meno (bassa pressione). Da cosa deriva dunque questa differenza di pressione tra zona e zona?

Rimanendo con i piedi per terra, ossia al livello del suolo, la differenza di pressione è data essenzialmente dai moti verticali dell’aria: laddove esistono moti discendenti il peso della colonna d’aria aumenta, così come aumenta quando subentra aria fredda e densa. Viceversa laddove sussistono moti ascendenti il peso della colonna d’aria diminuisce, così come quando affluisce aria calda e poco densa. Naturalmente il peso della colonna d’aria cala anche salendo di quota, questo perchè sopra le nostre teste man mano che ci si alza di quota ci sovrasta sempre meno aria.

Ma quale è il legame che intercorre tra moti discendenti, ascendenti e il tempo atmosferico? Laddove sussistono moti discendenti l’aria attraversa strati a pressione sempre maggiore, quindi si comprime, si riscalda e si asciuga portando ad unadissoluzione della nuvolosità. Viceversa laddove sussistono moti ascendenti, l’aria attraversa strati a pressione sempre minore dunque si espande e si raffredda causando losviluppo di nubi e anche di precipitazioni.

Ne deriva che le zone di alta pressione portano in prevalenza bel tempo, quelle di bassa pressione tempo cattivo. Ricordiamo nel frattempo che entrambe le strutture si alimentano a vicenda passandosi l’aria in eccesso anche attraverso i moti orizzontali, ossia il vento.L’aria corre dalla zona di alta pressione, dove troviamo un accumulo di aria al suolo (divergenza al suolo) a quella di bassa pressione dove invece troviamo un vuoto (convergenza al suolo). Qui l’aria sale ponendo in essere i moti verticali descritti ( bassa pressione) e giunge in quota dove si verifica un accumulo d’aria (divergenza in quota). Per quest’ultimo motivo l’aria in eccesso fluisce sempre in quota e va a riempire il vuoto adiacente (convergenza in quota) dove inizia a scendere (alta pressione) chiudendo di fatto il cerchio.

C’è da aggiungere che alle nostre latitudini i moti orizzontali dell’aria tra le due strutture, in quota ma soprattutto al suolo, non avviene in modo rettilineo, ma sotto la spinta della forza di rotazione terrestre (forza di Coriolis) che devia i flussi costringendoli a invorticarsi. Da qui la struttura spiraleggiante delle alte pressioni, entro le quali l’aria scende avvitandosi in senso orario (nel nostro emisfero), e quella delle basse pressioni che invece si avvita verso l’alto in senso antiorario (sempre nel nostro emisfero).

L’alternarsi di questi due ciclopi atmosferici, i quali viaggiano in seno alle correnti portanti delle medie latitudini, ossia le “correnti occidentali” o Westerlies, ci porta alternativamente il bello e il cattivo tempo. Anticicloni e cicloni infatti viaggiano per l’emisfero da ovest verso est secondo una struttura a onde, dette onde planetarie o atmosferiche di Rossby. Le strutture anticicloniche corrispondiono alle creste d’onda e sono colme di aria mite subtropicale, quelle cicloniche corrispondono ai cavi d’onda e sono colme di aria fredda di estrazione polare.

Maggiore è l’ampiezza di tali onde e maggiore è anche la loro velocità. Più le onde atmosferiche diventano ripide e più rallentano la loro corsa verso levante e sono costrette a indugiaare maggiormente sulle medesime zone sulle quali portano tipi di tempo rispettivamente opposto ed anomalo. Nel caso di rottura dell’onda il flusso occidentale può bloccarsi; ne derivano anticicloni di blocco o strutture depressionarie del tipo “goccia fredda“.

Luca Angelini

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