7 August 2020

Grandinate distruttive, sono davvero aumentate?

Sempre più spesso giungono notizie dal Mondo riguardanti eventi grandinigeni devastanti. Anche in Italia le immagini di città imbiancate da consistenti spessori di ghiaccio e/o da eventi che determinano gravi danni per le dimensioni della precipitazione solida sono quasi all’ordine di ogni nuova fase temporalesca. Ma cosa c’è di vero in tutto questo?

Anzitutto, la maggiore capillarità della copertura informativa ( web, telefonini, dirette ecc.) hanno una voce in capitolo determinante. In altre parole invece, la scienza ha proposto diversi studi in merito, ma dai risultati complessivamente controversi.

GLI STUDI CHE DICONO SI: come ci fa sapere il Fisico dell’Atmosfera e meteorologo Francesco Nucera di 3bMeteo, pare siano in aumento, in frequenza, gli episodi di grandinate con diametro della precipitazione superiori a 2 centimetri (grandine grossa) su alcune zone d’Europa: in Italia questo starebbe accadendo su Nord Italia e coste adriatiche, poi all’estero in Romania, nel sud della Germania e nei Paesi balcanici (studio da Radler et al).

GLI STUDI CHE DICONO NO: tuttavia, i processi che contribuiscono alla formazione delle precipitazioni sono molteplici e legati in sequenza tra loro. Tra questi, vi è anche il meccanismo legato ai nuclei di condensazione, particelle microscopiche in sospensione nell’aria, necessarie alla formazione di nubi e precipitazioni. Ebbene un studio inglese ha dimostrato che in Inghilterra e Galles la sempre maggior presenza alle medio-alte quote del particolato atmosferico proveniente dall’aviazione, ha portato ad una concentrazione molto più elevata di nuclei di condensazione del ghiaccio, con conseguenti minor sviluppo di grandinate distruttive.

IN FUTURO: come vedete, al momento esiste una grande discrepanza di risultati e ancor più controverse sono le stime teoriche di ciò che potrebbe accadere in futuro. Il dato certo è che la maggior espansione demografica e la sempre maggior densità urbanistica mondiale può solo aumentare la probabilità di venir colpiti da eventi funesti (e questo vale anche per tutti gli altri eventi meteorologici estremi), senza che gli eventi stessi necessariamente stiano cambiando, né che il riscaldamento climatico in atto abbia un ruolo determinante nello sviluppo di eventi catastrofici legati alle grandinate.

Luca Angelini

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