29 November 2020

Guardate cosa ci può combinare una catena di montagne

Quando il tempo si inceppa son dolori. E’ il caso dell’attuale stagione invernale che già dal mese di dicembre ha visto il perdurare di correnti settentrionali sull’Italia.

In questo caso non sarà difficile comprendere che quando queste correnti settentrionali incontrano un ostacolo imponente come l’arco delle Alpi (ma il meccanismo funziona anche per il nostro Appennino), subiscono importanti modifiche e deviazioni. Le montagne in sostanza funzionano come un grande filtro, soprattutto per l’umidità, al quale subisce un processo irreversibile, dal punto di vista fisico, proprio all’atto del superamento di tale ostacolo.

Sbarramento e favonio (Stau e Foehn per dirla alla tedesca) sono i due fenomeni che si attuano a ridosso dei rispettivi versanti e le figure che vi abbiamo allegato ce lo fanno capire molto meglio di molte altre parole. Nubi e precipitazioni portate dallo sbarramento, sereno e aria secca portate dal Favonio.

La prima figura in alto mette in evidenzia le anomalie di piovosità registrata nel mese di dicembre: al di là delle Alpi oltre il 200% di precipitazioni in più rispetto alla media climatologica, sul versante sud-alpino e su gran parte del nord Italia ha piovuto (e nevicato) un quarto rispetto alla media.

Ma questa anomalia a quanti millimetri di pioggia o di neve fusa corrispondono? La figura qui sopra ce lo mostra: sui versanti esteri delle Alpi (Francia, Svizzera ed Austria) sono caduti dai 200 ai 300 millimetri in 31 giorni. Sull’area padana tra 10 e 25 millimetri, ma anche meno a ridosso della fascia prealpina. Un bel salto!

Ora gennaio è arrivato e la storia continua…

Luca Angelini