19 September 2017

Guasto, peggioramento, maltempo… Capiamoci quando si parla di METEO

Si chiude la “bella stagione“, dove per “bella” si intende la stagione estiva. Tra non molto arriverà un “guasto” , che potrebbe essere seguito da un periodo di “maltempo.

Ma come, abbiamo passato la terza estate più calda dal 1.800, abbiamo sofferto per l’incalzare delle ondate di calore che hanno dispensato fastidiosi e prolungati periodi con temperature prossime anche ai 40 gradi, abbiamo dovuto affrontare una delle più gravi siccità degli ultimi decenni e la chiamiamo ancora “bella stagione“? La pioggia è ancora considerata “maltempo“? L’arrivo di nubi e aria fresca “peggioramento“?

Ebbene si. Sarà allora meglio capirci. Lo facciamo noi in questa sede e certamente lo fanno anche altri professionisti alle prese con la corretta divulgazione meteorologica. Prima però di venire fraintesi, occorre indubbiamente un chiarimento definitivo riguardo questa terminologia, per così dire, tecnica.

Tra di voi cari amici – ben 1.000 lettori al giorno di media ( a proposito GRAZIE!)  – ci sono molti appassionati che masticano la materia in modo più che dignitoso, ma anche molti altri – forse i più – totalmente digiuni, che si affacciano all’argomento meteo e alle previsioni del tempo senza alcuna nozione a riguardo. Il linguaggio utilizzato in ambito editoriale deve pertanto rispettare anche questo target e introdurre nell’articolistica termini che siano colti immediatamente da tutti.

Dunque, se parlo di “maltempo“, è universalmente recepito che intendo prevedere condizioni di tempo “perturbato” (altro termine il cui sinonimo è “disturbato“), caratterizzato da pioggia, vento e temperature in diminuzione. Al contrario se parlo di “bel tempo“, individuo condizioni soleggiate e calde. Poi, perchè all’origine il tempo soleggiato e caldo sia considerato per forza “bello” non ve lo so dire, ma una ragione in ambito natural-popolare ci sarà.

Pensateci: avremmo dovuto parlare di “maltempo anticiclonico” per gran parte dell’estate – vista l’arsura e la canicola che hanno dominato – e introdurre invece l’arrivo delle prime piogge con un termine del tipo “miglioramento”, ma chi ci avrebbe capito? E’ un linguaggio paradossale, un modo di fare che si discosta in parallelo dalla logica di chi segue le vicende meteo, dove è risaputo che una buona dose di pioggia dopo mesi di siccità è una manna dal cielo, una benedizione e non un “guasto”. E’ però anche vero che pioggia e vento sono condizioni meteorologiche “avverse” – in quanto alterano la tranquillità delle giornate soleggiate e stabili – e così si torna da capo.

Ecco allora i motivi che, prima di venir ripresi dai più puntigliosi che giustamente rivendicano un linguaggio consono, ci portano a divulgare la meteorologia con i termini editoriali più appropriati, i più adoperati anche in ambito tecnico e pertanto corretti anche dal punto di vista divulgativo.

Insomma – come dicevamo – nei prossimi giorni arriveranno alcune piogge, forse anche condizioni di maltempo, poi tornerà il sole, arriverà il miglioramento, arriverà il bel tempo. Bello per chi? Ancora non si sa ma quel che conta è che nel frattempo ci siamo fatti capire.

Luca Angelini

Guasto, peggioramento, maltempo… Capiamoci quando si parla di METEO