21 October 2020

Il freddo e il gelo? Sono tutti qui dentro

cicloneGelo epocale? Forse al Polo Nord. Per noi, dopo un primo trafilamento di freddo, quantunque moderato dato il periodo, i rubinetti del grande nord si chiuderanno nuovamente. Tutto sta in quel profondo vortice di bassa pressione che andrà facendo bella mostra di sè per alcuni giorni oltre il 70mo parallelo a partire dalla Groenlandia, verso est.

Lo vediamo bene in figura, con i suoi dati identificativi quasi da record: pressione al centro 945hPa, diametro quasi 3 mila chilometri, venti da uragano lungo il bordo meridionale.

Ma da cosa arriva tutta quella forza? Da un inasprimento dei contrasti tra le alte e le medie latitudini, tra il nocciolo gelido del vortice polare e la carezza tiepida dell’anticiclone delle Azzorre. Il passaggio di energia tra i due, in una sorta di scambio tacito di favori, determinerà un intensissimo corridoio di vento che spazzerà l’Atlantico settentrionale con una tempesta record.

ciclone1E noi cosa ci dobbiamo aspettare? Per noi la manovra avrà conseguenze in due fasi distinte: nella prima fase, tra mercoledì 10 e venerdì 12 dicembre, si assisterà ad una spallata sul Mediterraneo da parte dell’anticiclone delle Azzorre, nella seconda fase, a partire dal weekend, si assisterà invece ad un nuovo peggioramento del tempo su gran parte dell’Italia.

Il grande ciclone infatti, una volta incontrato l’ostacolo scandinavo, ruoterà in senso antiorario il suo asse, disponendolo con orientamento nord-est/sud-ovest, al traverso dell’Europa occidentale. La coda della perturbazione di testa aprirà un varco depressionario sui nostri mari di ponente, dove da domenica 14 si attiverà un minimo secondario, pronto a generare nubi e precipitazioni a partire dal nord, in successiva progressione nei giorni a seguire, anche verso il resto dell’Italia.

Inutile dire che con questo disegno, l’angolazione delle correnti inciderà sull’Italia dai quadranti meridionali, apportando pertanto aria nuovamente più temperata, oltre che umida. E’ la conferma che il nostro inverno deve ancora maturare, è la conferma che solo da gennaio inoltrato, stante un possibile cedimento del vortice in sede polare, la stagione potrà fare il suo corso normale anche sul nostro Paese.

Luca Angelini

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