21 October 2021

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Il GELO sull’Italia? Arriva soprattutto da EST

Anticipando le “cialtronerie” (scusate in francesismo) che spunteranno come funghi man mano che ci si avvicina al cambio di circolazione introdotto in questo articolo, tengo a precisare che nel prossimo fine settimana le temperature sull’Italia scenderanno di diversi gradi ma non arriverà il gelo, tanto meno la neve in pianura. Arriverà invece il freddo, un po’ di freddo, un freddo che sentiremo sulla pelle soprattutto in virtù del fatto che le ultime tre settimane ci avevano abituato a temperature ben più miti della norma. Si rientra nella media dunque e forse si andrà anche un po’ sotto, ma di certo nulla di che. Sarà un freddo che arriverà da nord, aria polare marittima.

Ma cosa servirebbe in Italia per assistere ad un vero periodo di gelo?

l gelo in Italia arriva soprattutto da est. Non è un caso se le più intense ondate di gelo invernali prendono tutte vita dalle lame di aria ghiacciata che giungono dal cuore del continente euro-asiatico, leggi Siberia, tramite il sibilo del vento noto come Buran. Stiamo parlando di un serbatoio molto lontano dal casa nostra, qualcosa come 7.000 chilometri. Perchè mai la via dell’est è quasi preferibile di quella da nord (o da nord-ovest) per eventi invernali di particolare crudezza e intensità?

I motivi sono pochi ma determinanti: prima di tutto durante l’inverno le distese continentali euro-asiatiche sono ricoperte da sconfinate distese di neve. Ecco che il continente funziona dunque come un freezer, quasi al pari del mar Glaciale Artico, altro settore da dove può affluire aria gelida in direzione dell’Italia.

Se le due componenti si sommano, aria artica + scorrimento continentale, ecco che si pongono le basi per eventi di gelo di particolare intensità. La neve arriva fin sulle coste adriatiche dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, sconfindando talvolta anche verso quelle lucane, nord sicule e orientali sarde. Neve anche in val Padana segnatamente sul settore occidentale piemontese.

E se l’aria gelida prodotta dall’Artico (attenzione qui parliamo di aria artica, non di aria polare che rispetto alla prima è più “gentile”) arriva da nord o da nord-ovest? Beh in questo caso il blocco gelido strisciante se la deve vedere con lo scavalcamento di diverse catene montuose (Alpi Scandinave, Alpi Italiane), Per di più il tragitto che il flusso gelido compie intraprende una traiettria ad arco, data dalla curvatura ciclonica o anticiclonica delle correnti. Vale a dire che quasi sempre sorvolerà alcuni tratti di mare, deteriorandosi (scaldandosi) dal basso.

Il rimescolamento verticale prodotto da questa condizione giocherà però a favore del suo spessore verticale: a differenza dell’aria fredda continentale, di tipo pellicolare dunque presente soprattutto negli strati medio-bassi dell’atmosfera (non oltre i 1.500 metri), quella marittima raggiunge spessori anche fino a 3-4 chilometri. In questo caso la casistica delle nevicate si allarga a gran parte del Paese, interessando tra l’altro anche le coste delle regioni tirreniche e liguri, nonchè l’intera val Padana.

In altre parole il freddo in Italia fa il suo ingresso dalla porta del Rodano, il gelo da quella della Bora che si approssima all’Italia scendendo dalla porta di Trieste. Il connubio tra le due versioni, magari in modo sequenziale, non risulta infine così raro come sembra e può rivelarsi un’arma vincente per il verificarsi di ondate di gelo e di neve di portata storica.

Luca Angelini

 

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