20 October 2020

Il Mondo in quarantena trema di meno

Come uno tsunami inaspettato, l’onda lunga del coronavirus COVID-19 ha gettato lo scompiglio nelle nostre vite, ma anche nei processi naturali del nostro Pianeta. Già la composizione dell’atmosfera è cambiata e, volendo vedere, andrebbe bene mantenerla così per risolvere nel corso dei decenni, la deriva climatica che ormai tutti ben conosciamo, ma è stato accertato che c’è di più.

I geofisici ad esempio riferiscono un calo del rumore sismico per le minori vibrazioni inferte dalle attività umane al suolo e sottosuolo. Anche se gli effetti delle singole sorgenti possono essere modesti, insieme producono un rumore di fondo, che riduce la capacità dei sismometri di rilevare altri segnali che si propagano con la stessa frequenza.

I dati di un sismometro dell’osservatorio belga mostrano che le misure per frenare la diffusione di COVID-19 a Bruxelles hanno causato la riduzione di circa un terzo del rumore sismico indotto dalle attività umane. La diminuzione del rumore di fondo potrebbe essere utile anche ai sismologi che utilizzano le vibrazioni naturali, come quelle derivanti dal frangersi delle onde oceaniche e facilitare così gli studi della crosta terrestre. I sismologi belgi non sono gli unici a notare gli effetti del lockdown. La Dott. Celeste Labedz, geofisica alla California Institute of Technology di Pasadena, ha reso noto che una diminuzione di rumore simile è stata rilevata dalla stazione di Los Angeles. In questo caso “La riduzione è davvero incredibile“.

Report Luca Angelini

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