23 July 2017

Natale a Miami?

Sembrerebbe il titolo di una celebre serie cinematografica leggera nata dalla simpatia della ex premiata ditta Boldi  – De Sica e invece è la sintesi estrema del tempo che ci attende nei giorni del Natale. Come accade ormai da alcuni anni, il periodo natalizio, vuoi per una sorta di casualità, vuoi anche per lo zampino di un inequivocabile cambiamento degli schemi meteorologici, cade in una fase dell’inverno più simile all’inizio dell’autunno, fine metà ottobre. Insomma anche nel 2016 saremo ben lontani dal bianco Natale che rappresenta la nostra tradizione, ora diventata solo un nostro semplice schema mentale.

Fino a dieci gradi al di sopra della media, dieci, su diverse zone del nostro Paese; cito tanto per fare un esempio le zone Alpine, la Liguria, ma anche le zone collinari e montuose del centro, qualcosa di meno dell’ordine di cinque gradi sempre al di sopra della media, sul resto del Paese dove, chi prima e chi dopo, comunque finirà sotto le mentite spoglie di un inizio di inverno più consono a zone come la Florida, i Caraibi, piuttosto che all’Italia.

Il fautore di questa ennesima anomalia meteo-climatica sarà un vasto e potente campo di alta pressione, che prenderà spunto e alimentazione proprio dalle regioni subtropicali, dapprima pescando dal vicino Atlantico, poi addirittura dell’entroterra nord-africano. Non neve dal grande nord, ma aria del deserto sul nostro Natale. 

In casi come questi saranno solo le nebbie che ammanteranno spesso le nostre pianure e le nostre valli a mascherare per quanto possibile questo tepore innaturale, specie in val Padana dove l’instaurarsi della tipica inversione termica, potrà metterci una pezza con un po’ di freddo umido, magari accompagnato anche da qualche brinata. Per contro l’inquinamento salirà alle stelle per buona pace della nostra salute, anche se un certo ricambio d’aria si potrebbe verificare in val Padana tra Natale e Santo Stefano per il possibile ricaduta favonica e relativa ulteriore lievitazione delle temperature.

Un pensiero va comunque alle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal recente terremoto, che potranno trascorrere il Natale con la seppur magra consolazione di un clima quanto meno clemente.

Buon Natale a tutti!

Luca Angelini

Natale a Miami?