Il rallentamento della circolazione atlantica? Solo un ciclo naturale

Ricordate la questione legata al ralletamento della circolazione medio-atlantica (Atlantic meridional overturning circulation, AMOC) meglio nota come Corrente del Golfo? Ebbene sui media di tanto si è detto (anche a sproposito purtroppo…) ma ora possiamo fare un passo avanti in termini ufficiali grazie ad un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista “Nature”.

L’articolo approfondisce quanto è emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Washington e dell’Ocean University of China, il quale mostra che il rallentamento della circolazione oceanica esiste, però non è causato dal global warming. Gran parte del fenomeno sarebbe infatti da attribuire ad un ciclo, ad una oscillazione regolare a cadenza pluridecennale che influenzerà le temperature nei prossimi decenni.

Il nuovo studio ha usato diversi dati, tra cui misurazioni di temperatura effettuate da imbarcazioni, registrazioni delle maree, immagini satellitari che possono mostrare accumuli di acqua ad alta temperatura insieme con misurazioni dirette dell’intensità dell’AMOC. L’analisi mostra che questa intensità fluttua secondo un ciclo che si auto-rinforza, della durata di 60-70 anni.

Ne consegue che il suo flusso continuerà a rallentare, ma non così rapidamente come in passato.

In altre parole la corrente oceanica non sta collassando: è solo in una fase di transizione tra una fase veloce e una fase lenta.

A lungo andare questo non mancherà di avere ripercussioni sulle temperature superficiali dell’oceano e anche sul tempo dell’Europa, ma non certo propinando catastrofi glaciali ne tanto meno, al contrario, portandoci 20 anni di caldo atroce.

Qui l’articolo che riporta allo studio originale (in lingua inglese).

Report Luca Angelini

Il rallentamento della circolazione atlantica? Solo un ciclo naturale