12 November 2018

Il ruolo dell’inquinamento nel riscaldamento del clima

Prima di lasciarvi a questo interessante approfondimento proposto dal Prof. Vincenzo Ferrara – e allo scopo di non generare confusione – sarà bene distinguere tra gas serra e inquinanti e quindi sottolineare che: l’aumento delle temperature è causato dall’aumento della concentrazione del gas serra (vedi ad esempio CO2 e metano). I gas serra non sono inquinanti. L’inquinamento atmosferico deriva infatti dai residui della combustione che si riconducono essenzialmente ai cosiddetti aerosol.

Luca Angelini

Combattere l’inquinamento atmosferico e rendere l’aria più pulita può causare un aumento del riscaldamento climatico. Gli aerosol infatti hanno una forte influenza sul clima attuale, ma questa influenza sarà probabilmente ridotta nei prossimi decenni con l’attuazione delle misure di anti-inquinamento atmosferico e di miglioramento della qualità dell’aria in tutto il mondo.

A livello globale, gli aerosol, che hanno la capacità di riflessione e di diffusione della radiazione solare incidente (ad onda corta), hanno sul clima un effetto di tipo “raffreddante”, un effetto cioè che contrasta e riduce l’effetto “riscaldante” causato dai gas serra.

Di conseguenza la necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico potrebbe rendere più difficile raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici, come quello dell’accordo di Parigi del 2015 di mantenere il surriscaldamento climatico globale al di sotto dei 2°C rispetto all’epoca preindustriale.

Inoltre, l’inquinamento atmosferico è un problema di natura locale. Basti pensare che il “global dimming”, ossia la riduzione della radiazione solare entrante nelle grandi città, può raggiungere, in detemrinate condizioni, anche il 15-20%. Questo significa che se cambiano i livelli di emissione e di concentrazione in aria degli aerosol atmosferici in un dato ambito locale, cambiano di conseguenza in quello stesso ambito locale anche le temperature dell’aria, le precipitazioni, gli eventi estremi e gli impatti sulla salute dei cittadini e questi cambiamenti locali potrebbero differire ampiamente da un luogo all’altro e perfino tra luoghi abbastanza vicini sullo stesso territorio, vedasi in particolare questo articolo su Science.

Infine, c’è da osservare che l’aumento delle temperature globali in uscita dalla PEG (1850) ha mostrato una lunga pausa nel periodo postbellico a causa dell’uso di carburanti molto ricchi di zolfo con forte produzione di aerosoli di anidride solforosa. Queste particelle venivano poi catturate dalle precipitazioni dando luogo al fenomeno delle piogge acide che distruggevano le foreste. La lotta alla moria dei boschi indusse il divieto di usare quei carburanti e il fenomeno cessò, ma parallelamente le temperature ripresero bruscamente a crescere dagli anni ottanta in poi.

Prof. Vincenzo Ferrara

Il ruolo dell’inquinamento nel riscaldamento del clima