21 June 2018

Il tempo 2.0 tra CALDO e SICCITA’: quello che è cambiato veramente

Dal caldo e dalla siccità all’alluvione. Sempre più spesso, si leggono giudizi estremi sul periodo siccitoso che stiamo vivendo: “mai successo”, “folle”, “incredibile”, “evento storico” etc. Tanto per iniziare, un conto è parlare di anomalia, in riferimento ad una media stagionale e un conto e parlare di eventi eccezionali in relazione ad un periodo indefinito. Volendo condurre una analisi corretta, associando gli opportuni aggettivi riguardanti la frequenza di un fenomeno, occorre infatti sempre riportare dei numeri per suffragarlo.

Possiamo dire ad esempio che periodi siccitosi, anche prolungati, ci sono sempre stati, anche in passato, per qualsiasi zona d’Italia. Se consideriamo le serie storiche di lungo periodo, infatti, (in allegato figura sopra, click per aprirla) non vediamo grossi scostamenti nell’andamento medio del totale annuale nazionale, e neppure incrementi particolari nei valori estremi. Alcuni studi vedono una diminuzione degli eventi piovosi, che quindi, a parità di accumuli totali, scaricano più precipitazioni nell’unità di tempo, ma per fare statistiche valide ci vogliono anni e anni di dati.

Quello che è cambiato, e drasticamente anche, sono le temperature (in allegato qui a fianco, click per aprire). Sono i valori termici ad essere schizzati verso l’alto, in ogni stagione, in ogni condizione atmosferica, ed è questo che fa la differenza.

L’acqua, contrariamente a quello che può pensare l’uomo comune, evapora a tutte le temperature – persino per valori sotto zero – non solo quando bolle. Ebollizione ed evaporazione sono processi diversi. 

Stante questo considerevole aumento termico, l’acqua evapora più facilmente dalle superfici, i nostri terreni “si seccano” più facilmente, a prescindere dal resto. Sarebbe per altro opportuno introdurre un ulteriore parametro per avere un quadro esaustivo della situazione, come specifica il Prof. Claudio Cassardo: “l’umidità del suolo”, parametro del quale tuttavia non esistono al momento serie storiche sulle quali basarsi come punto di partenza.

In ogni caso, se all’andamento irregolare delle piogge in associazione ad un clima più caldo, aggiungiamo la probabile tendenza alla diminuzione dei giorni piovosi, e quindi la maggior predisposizione, quando piove, al dilavamento e ruscellamento superficiale su terreni spesso induriti, abbiamo fatto, purtroppo bingo (vedi eventi alluvionali).

Aggiungiamo le nostre famose peculiarità morfologiche e geografiche e otteniamo un territorio complicatissimo e delicatissimo, che meriterebbe attenzione ben diversa da quella che le viene riservata dai molti che tanto parlano e poco fanno.

Giovanni Tesauro e Luca Angelini

Il tempo 2.0 tra CALDO e SICCITA’: quello che è cambiato veramente