5 April 2020

Il vento a effetto Foehn

Sfonda o non sfonda? Stiamo parlando delvento a effetto Foehn. Ma cos’è esattamente questo misterioso fenomeno? Beh di misterioso ha ben poco; quando una flusso d’aria impatta più o meno perpendicolarmente una catena montuosa è costretta a sollevarsi in blocco per scavalcarla. Il sollevamento porta sul versante esposto al vento alla condensazione del vapore acqueo contenuto nella massa d’aria in arrivo con produzione di nuvolosità e talora anche di precipitazioni, mentre sul versante opposto invece abbiamo il fenomeno inverso, ossia il Foehn, o Favonio. Il termine Favonio in origine sta a significare “vento favorevole allo sviluppo delle gemme. Trattasi quindi di un vento caldo.

La stessa massa d’aria di prima infatti, esaurito il proprio contenuto di umidità al di là delle creste montuose, scende e si asciuga con un processo detto di “compressione adiabatica”. L’aria si fa tersa e secca, i cieli sereni o attraversanti da onde nuvolose ad alta quota e la temperatura improvvisamente calda. E’ l’effetto Foehn, ben noto agli abitanti della pianura Padana, ma anche delle città pedemontane di Svizzera ed Austria, oltre alle nostre città costiere, più spesso quelle poste lungo il versante adriatico, dove il vento caldo e secco, in discesa questa volta dai contrafforti appenninici, prende il nome di Garbino.

Lo schema descritto è quello tipico del fenomeno, ma in realtà ogni episodio può verificarsi con un notevole numero di varianti; presentarsi ad esempio senza sbarramento sul versante sopravvento, rimanere alto e passare solo attraverso valli e passi montani, rinfrescare l’aria, anzichè riscaldarla, come accade nel pieno dell’estate. Le diverse varianti sono state trattate nei nostri molti articoli dedicati, ai quali vi rimandiamo.

Luca Angelini

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