27 October 2020

Il vortice perfetto, e non ne vuol sapere di rallentare…

Pur non assumendo direttamente iniziative sull’evoluzione del tempo, che ricordiamo svolgersi nello strato più basso dell’atmosfera detto troposfera, il vortice polare stratosferico può, in determinate condizioni, quasi sempre estreme, interferire e avere voce in capitolo con le vicende meteorologiche che seguiamo quotidianamente.

Questa circolazione ciclonica denominata appunto vortice polare, che ruota in senso antiorario facendo perno sul Polo Nord, racchiude tutta l‘aria fredda che si produce continuamente sulla calotta artica e che trova il suo sfogo attraverso le onde planetarie in corsa lungo l’emisfero nel letto delle correnti occidentali. I cavi d’onda non sono nient’altro che le saccature, i centri depressionari, quelli che si allungano fino alle medie latitudini apportandovi maltempo, le creste d’onda sono gli anticicloni, che portano invece bel tempo.

Ebbene con un vortice polare stratosferico chiuso a riccio, cosi come possiamo vedere dall’immagine proposta, la trasmissione del moto dei venti d’alta quota verso i bassi strati finisce proprio per interferire con il tempo lungo tutto l’emisfero. In che modo? Il freddo rimane chiuso nel nucleo di questo vortice e non raggiunge le medie latitudini.

Attenzione, in fatto che il centro del vortice polare faccia registrare temperature estremamente basse non significa che ci sia più freddo a disposizione, ma che quello che c’è è tutto concentrato in un’area più ristretta. Detto questo possiamo sfatare la diceria secondo al quale con il cosiddetto Final Warming, ossia con la disgregazione radiativa del vortice polare stratosferico intorno ad aprile, possa svincolare quantitativi eccezionali di gelo verso le medie latitudini. Sarà comunque senz’altro più lecito aspettarci e auspicarci, una benefica instabilizzazione atmosferica in quel della prossima primavera, in modo tale da recuperare gli eccessi di un vortice polare che ancora oggi alla fine di febbraio, non ne vuol sapere di rallentare.

Luca Angelini

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