21 September 2020

Improvvisa impennata dell’ITCZ, ora il caldo africano ha una marcia in più

Partita in sordina, con un buon mese e mezzo (giugno e prime due decadi di luglio) in stile anni Settanta/Ottanta, l’estate 2020 ha iniziato ad alzare i toni da fine luglio e ora rischia di andare verso il suo declino con un potente colpo di acceleratore. Nella prima decade di agosto infatti l’andamento dell’equatore meteorologico all’altezza del continente africano – quello che è noto come Linea di Convergenza Intertropicale (ITCZ) – ha subìto una vistosa ondulazione verso nord a causa (anche) del rinforzo del Monsone dell’Africa occidentale.

Questo ha comportato in prima battuta lo spostamento verso nord di tutta la catena atmosferica compresa tra l’Africa e l’Europa. La migrazione dell’asse temporalesco tropicale più a nord ha determinato un aumento anomalo delle precipitazioni su alcuni Paesi dell’Africa sub-sahariana, come il Mali, il Niger e il Sudan. In parallelo l’area anticiclonica subtropicale è stata a sua volta spinta verso nord e ha iniziato ad invadere l’area mediterranea e i Paesi europei prospicienti, Italia compresa.

I massimi effetti di questa nuova impostazione atmosferica si dovrebbero avvertire sino alla fine di agosto ripercuotendosi sull’andamento delle correnti che dal nord Africa potranno raggiungere con maggior facilità e frequenza il bacino del Mediterraneo. Dunque, se le correnti polari non dovessero intervenire in modo deciso sul continente europeo – e impostare quanto meno un braccio di ferro con le ingerenze africane – saremmo esposti in toto alla circolazione subtropicale e potremmo dover fronteggiare un finale di estate davvero pesante dal punto di vista del caldo, soprattutto al sud.

Dal canto nostro continueremo a seguire l’evoluzione di questo indice e vi aggiorneremo tempestivamente di eventuali novità o cambiamenti. Continuate a seguirci.

Luca Angelini

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