6 April 2020

Innevamento emisfero, come siamo messi? Quanto freddo si prepara al Polo?

La stagione avanza. Arrivati a due terzi dell’autunno (meteorologico) si inizia a guardare avanti per capire che potenzialità si vanno predisponendo nella fabbrica del gelo sulla calotta polare. Per questo siamo andati a scorrere i dati (che potete consultare tranquillamente anche voi in questa apposita pagina) relativi allo stato dell’innevamento emisferico, in comparazione con la media e con gli anni precedenti.

Ebbene, possiamo dire, una volta tanto, di essere nella media. La superficie innevata sulla calotta polare è in linea con la media degli anni 2000, che non è una media climatica (questa infatti presuppone periodi minimi di analisi par a 30 anni), ma è comunque un buon punto di riferimento per il nostro più semplice scopo.

Poco più di 24 milioni e 400 mila chilometri quadrati di superficie ricoperta di neve sono l’ultimo dato rilevato dal satelliti ambientali, che corrispondono al quadro rappresentato in colore bianco nella figura in alto (click per aprirla). In giallo il ghiaccio, quello che ha resistito e si sta ricomponendo dopo l’ablazione estiva e che comunque rimane agli ultimi posti rispetto agli anni precedenti, in termini di estensione e concentrazione.

Bene, accertato lo stato dell’innevamento emisferico, non rimane che valutare l’andamento della circolazione atmosferica al di sopra del Polo, ovvero il cosiddetto Vortice Polare. Secondo le più recenti elaborazioni numeriche d’ensemble (probabilistiche), l’andamento dell’apposito indice NAM e derivati, sembra puntare verso un rafforzamento della circolazione circumpolare, con ulteriore sedimentazione del freddo entro il Circolo Polare Artico. Spetterà poi all’inverno utilizzare o meno questa risorsa in direzione delle medie latitudini e questo, naturalmente, al momento, è un particolare che nessuno può sapere.

Luca Angelini

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