Inquinamento alle stelle, ecco le città a rischio blocco

Blocco anticiclonico e blocco del traffico vanno da sempre sotto braccio, essendo legati l’uno all’altro. Quando un campo di alta pressione invernale staziona per troppo tempo su una zona, inibisce il rimescolamento dell’aria a causa dei fenomeni dell’inversione termica e dell’inversione dinamica, dei quali abbiamo parlato in questo articolo. Questa condizioni crea pertanto l’accumulo progressivo degli inquinanti nei bassi strati.

Con il nuovo sistema entrato in vigore dal 1° ottobre 2021 è cambiata la modalità di valutazione dei livelli di allerta per il calcolo dei blocchi delle attività. I meccanismi di produzione dell‘inquinante ubiquitario, cioè spalmato in queste condizioni meteo su gran parte del territorio, in particolare del Bacino Padano, sono complessi perché costituiti da una parte emissiva diretta e cioè ad esempio il PM10 primario, emesso direttamente dalle sorgenti come traffico veicolare, riscaldamento, attività agricole, e da un PM10 secondario che si forma in atmosfera attraverso reazioni chimiche fra altre sostanze inquinanti.

Se dunque la situazione meteorologica non dovesse sbloccarsi, e l’aria non dovesse rimescolarsi, entro pochi giorni in molte città italiane, a cominciare da quelle padane, potrebbe attivarsi l’allerta rossa, con le conseguenti limitazioni del traffico, dei riscaldamenti e delle attività industriali. Al momento segnaliamo un possibile provvidenziale rimescolamento su Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale, mentre ulteriore nebbia e smog dovrebbero insistere su Veneto e sul resto dell’Emilia-Romagna. Città come Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Rovigo, Venezia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini potrebbero subire blocchi alla circolazione. Vi terremo tempestivamente aggiornati.

Luca Angelini