16 December 2017

Inquinamento dell’aria, la val Padana è la discarica d’Europa

INQUINAMENTO NEL MONDO: i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, scaturiti dal più approfondito e dettagliato studio finora mai condotto sull’argomento, sono piuttosto allarmanti.Il 92% delle persone sul pianeta, vale a dire più di 9 su 10, respira aria intrisa di inquinanti dannosi per la salute.

INQUINAMENTO IN EUROPA E IN ITALIA: focalizzando l’attenzione sull’Europa centro occidentale, come si evince dalla cartina, siamo noi in Italia ad avere la peggiore qualità dell’aria e, a differenza della penisola scandinava, isole britanniche, Francia e Spagna, non possediamo estese aree verdi. La pianura Padana, specialmente durante i lunghi periodi di alta pressione, raggiunge elevatissimi livelli di inquinamento, paragonabili a quelli della Cina e dell’India. Si salva solo la Sardegna, che vanta la migliore qualità dell’aria in Italia per via della sua bassa densità di popolazione e per la presenza, seppur localizzata, di aree ancora incontaminate. Secondo Maria Neira della Organizzazione mondiale della Sanità, “l’inquinamento dell’aria è oggi il peggiore rischio ambientale per la salute, responsabile della morte di una persona su 9”.

A differenza dei media italiani che ancora evitano e sottovalutano l’argomento, all’estero non si parla d’altro e da poco la CNN ha indicato come zone peggiori al mondo il Pacifico occidentale, l’area mediterranea, i paesi sub sahariani ed il sud est asiatico. Tra i dati maggiormente allarmanti spuntano i morti da PM10 e PM2,5 (polveri fini inquinanti) che in Europa si concentrano quasi totalmente nel nostro Paese.

LA RICETTA PER USCIRNE: come ridurre i veleni presenti nell’aria in Italia e in Europa? S può iniziare applicando un modello matematico che, tenendo conto delle soluzioni più economiche, vada a ridurre una o più fonti inquinanti (traffico, industria, riscaldamento domestico e allevamenti zootecnici) a seconda del territorio. Pochi sanno che la ricetta è già stata studiata e messa a punto dal dipartimento di Ingegneria meccanica-industriale di Brescia. Si tratta del progetto Opera, premiato dalla direzione generale Ambiente dell’Unione Europea perché tra i migliori del programma Life+ (che si prefigge l’obiettivo di ridurre le emissioni del 20% entro il 2020).

IL PROGETTO  PER SALVARE 420 MILA PERSONE ALL’ANNO: un progetto da 2,3 milioni di euro, finanziato per metà da Bruxelles. Capofila dello studio è l’Arpa Emilia Romagna, che sta già applicando il modello nella sua regione. Progetto che la direzione generale europea per l’Ambiente ha messo a disposizione gratuita di tutti gli stati membri (ad oggi è già utilizzato in Portogallo e in Francia, nella regione dell’Alsazia). Resta la domanda clou: come ridurre l’inquinamento atmosferico, quello che ogni anno nella sola Europa è responsabile di 420 mila decessi? “Il modello matematico studia non solo le soluzioni più efficaci ma anche quelle più economiche”, come spiega la professoressa Volta che ha coordinato i lavori. “Riusciamo anche a calcolare qual è il beneficio di minore mortalità e morbilità correlato ad una diminuzione del particolato nell’aria. Una valutazione economica dei benefici; se la gente è meno esposta si ammala meno ed il sistema sanitario risparmia somme notevoli”.
Un aspetto per nulla secondario questo, in un periodo in cui, a causa la crisi economica, le azioni per la riduzione delle emissioni sono state delegate ai singoli Stati (e in Italia prima ancora alle regioni) che a volte sembrano anteporre, salvo rare eccezioni, la tutela delle attività produttive alle ragioni ecologiche e di salute.
Report Luca Angelini

Inquinamento dell’aria, la val Padana è la discarica d’Europa

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