Instabilità a oltranza? Ecco la tendenza fino al 9 giugno

L’analisi alla scala sinottica mette in evidenza un campo di alte pressioni che permane in posizione anomala alle alte latitudini europee. I massimi di altezza geopotenziale legati a questa struttura, presenti sia in quota che al livello del mare, tenderanno a ritirarsi nei prossimi giorni dall’Islanda, dove si trovano ora, verso il Regno Unito prima e il mare del Nord poi.

In tale contesto sull’Italia seguiteranno a susseguirsi pulsazioni di aria fresca, in rientro lungo il bordo orientale di questa alta pressione, le quali contribuiranno a mantenere attive condizioni di generale instabilità atmosferica su buona parte del nostro Paese. Quest’ultima potrà sfociare in fenomeni convettivi, dunque anche a rovesci e/o temporali, che risulteranno più probabili e frequenti nelle ore pomeridiane serali, ovvero quando maggiori saranno i contrasti termodinamici, anche per via del riscaldamento diurno.

I settori peninsulari saranno maggiormente soggetti a questa fenomenologia, in particolare quelli delle regioni settentrionali e centrali, mentre al sud gli acquazzoni saranno più occasionali, comunque ugualmente probabili. Solo le Isole Maggiori rimarranno escluse da questa situazione. Nonostante ciò segnalo la possibilità che nella giornata di domenica 5 giugno, un corpo nuvoloso in risalita dal nord Africa vada ad interessare la Sicilia con un temporaneo passaggio di rovesci seguiti da rapido miglioramento.

Nel corso della prossima settimana poi, come si evince dalla mappa allegata in figura riferita a giovedì 9 giugno, l’Italia verrà ancora parzialmente interessata da correnti a curvatura ciclonica, mentre il campo di alta pressione si ritirerà ulteriormente, fino a posizionarsi con asse sulla penisola Iberica. Questo conferma per il nostro Paese l’ipotesi instabile appena menzionata.

Per quanto detto, stante il mancato ricambio d’aria, il profilo delle temperature, pur in leggero rialzo sulle regioni settentrionali, si manterrà complessivamente attorno ai valori medi normali per la prima decade di giugno.

Luca Angelini

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