22 October 2020

Intanto il vortice polare non molla

La stagione avanza ma il vortice polare non molla. La sua struttura è tutta d’un pezzo dal suolo alla stratosfera (vedi sezione verticale nella figura qui sopra). Neanche i primi raggi solari radenti lo strato di ozono che sovrasta questa zona sta riuscendo a mettere in crisi questa impavida figura, la responsabile numero uno del flop invernale lungo tutto l’emisfero.

Negli ultimi giorni sull’Europa il tempo è cambiato, è vero, ma tutto ciò non è legato alle tensioni del vortice polare. Dobbiamo infatti considerare che le dinamiche stratosferiche giocano un ruolo determinante solo e soltanto quando si attuano particolari processi in forma estrema. Quest’inverno ad esempio abbiamo assistito a ripetuti episodi estremi di raffreddamento stratosferico polare, l’esatto contrario degli Stratwarming, che facilitano la dispersione del gelo polare verso le medie latitudini. E così ci siamo trovati un anno senza inverno.

Ora le previsioni probabilistiche individuano un nuovo picco dell’Oscillazione Artica, ovvero un nuovo massimo di potenza del vortice polare al livello del mare. Per fenomeni di risonanza le onde atmosferiche in transito sull’Europa riusciranno comunque a penetrare sul Mediterraneo sin dopo il 10-12 marzo, tuttavia temiamo che, al netto di eventuali stravolgimenti dell’ultim’ora, già la prossima settimana, le alte pressioni potrebbero nuovamente essere trascinate sul nostro continente a ricordarci che il vortice polare è ancora li a dominare la scena, forte e longevo come non mai.

Luca Angelini

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