20 October 2020

Inverno ad un passo, caccia alla prima neve

spaghi emiliAi primi sentori di inverno il popolo della meteo freme e subito si interroga se il freddo previsto per la fase immediatamente a posteriori dell’Immacolata sia sterile oppure produttivo, in altre parole, se sia freddo secco oppure accompagnato da nevicate.

La risposta in linea di principio è piuttosto semplice: trattasi di aria polare marittima, quindi dotata di un considerevole spessore verticale e di umidità sufficiente a generare precipitazioni. Ora servirebbe solo sapere a che quota le temperature scenderanno su valori pari o inferiori allo zero, laddove la pioggia si trasformerà magicamente in neve, dettaglio non da poco vista la complessità del quadro previsto.

Ebbene fin da subito potremmo escludere le zone pianeggianti, anche se dovremmo comunque tenere sotto osservazione per un prossimo nowcasting la pedemontana emiliana, unico settore dove la convezione, ossia il rovesciamento di aria fredda dalle quote superiori, potrebbe dare fare miracoli.

neveIl target previsto per le nevicate, oltre a qualche spruzzata di avvio già domenica 7 e lunedì 8 sulle cime dell’Appennino centrale e meridionale (a tratti fino a 1500 metri) è atteso soprattutto tra la sera di lunedì e la giornata di martedì 9 dicembre.

La sera dell’Immacolata si imbiancheranno dapprima i settori alpini di confine, segnatamente alta Valle d’Aosta e Alto Adige (fino a 500-600 metri). La notte su martedì l’inserimento del fronte di aria fredda e il suo scavalcamento dell’arco alpino, introdurrà le nevicate su tutto il Triveneto (400-600 metri), sui settori più orientali della Lombardia (stessa quota) fino all’Emilia Romagna.

E qui ci fermiamo un attimo, poichè data la componente convettiva che potrebbe intervenire per il transito del nocciolo freddo in quota (già a 700hPa, 3000 metri) e la reazione del mar Ligure a un tiro di schioppo, potremmo avere nevicate anche abbondanti mediamente fin verso i 500 metri, ma con episodi locali e di breve durata possibili fin sulla pedemontana, intorno a 300 metri.

neve1Pianure evitate per un soffio dunque, il soffio della Bora che, pur trasportando la massa di aria fredda, subirà un riscaldamento dal basso nell’attraversamento dell’Adriatico, relegando la neve alle zone interne. Per lo stesso motivo, nel prosieguo della giornata, la neve arriverà ad imbiancare anche le zone interne della Liguria centro-orientale e della Toscana (600-700 metri), Umbria, Marche (700-800 metri), per finire poi a termine giornata anche sul tratto di confine tra Lazio e Abruzzo (800-1000 metri).

Quanto descritto, data l’estrema dinamicità delle masse d’aria e delle variabili in gioco, potranno subire variazioni, che noi prontamente vi comunicheremo nel corso dei prossimi approfondimenti.

Vi aspetto!

Luca Angelini

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.