18 January 2021

INVERNO, a che punto siamo?

media ensSuona strano scriverlo a metà gennaio, tuttavia il primo mese  e mezzo dedicato dal calendario al generale ha evidenziato una stagione dal “braccino corto”: una sola parentesi fredda e, per alcune regioni anche nevosa, a fine anno, poi il semplice ritorno al nulla. Ora stiamo raggiungendo al traguardo previsto in questa sede, quello della metà di gennaio, limite oltre il quale alcune risultanze climatico-statistiche avevano individuato come periodo favorevole all’insediamento della stagione invernale sul nostro Paese.

Facciamo allora il punto.

STRATOSFERA: partiamo dall’alto perchè “tutto viene dalla quota”. Il tempo dei prossimi 10 giorni infatti, soggiaceranno a quanto appena avvenuto nella stratosfera polare: trattasi di un riscaldamento con parziale scissione della circolazione circumpolare, noto tecnicamente come Minor Warming. Lassù ora tutto è già concluso, tuttavia si prevede un nuovo aumento dei flussi di calore sul lato atlantico nel corso dei prossimi giorni, con una nuova possibilità di interferenza sulla struttura polare d’alta quota.

ens_1SITUAZIONE 14-16 gennaio (predicibilità buona): nessun particolare sconvolgimento è atteso ma certamente le dinamiche stratosferiche descritte si ripercuoteranno con una evidente frenata delle correnti occidentali, in relazione ad un (temporaneo) indebolimento del vortice polare tropsferico. In concreto, a partire da giovedì 15, l’alta pressione delle Azzorre è prevista arretrare in pieno Atlantico, agevolando l’apertura di un canale depressionario diretto dall’Islanda verso il Mediterraneo. La perturbazione apripista raggiungerà l’Italia nella giornata di venerdì 16, apportando i primi fenomeni su nord e centro. In questa prima fase la neve è atteso sostanzialmente in montagna a partire dai 1000 metri. Frattanto le temperature iniziano a riportarsi entro le medie stagionali.

EVOLUZIONE 17-21 (predicibilità media): il sopraggiungere dell’onda temporalesca tropicaleens_centro sul Pacifico occidentale, agevolerà lo sviluppo dell’anticiclone delle Azzorre, ormai alla deriva in pieno oceano, lungo i meridiani atlantici. La quantità di moto trasmessa dalla circolazione stratosferica nuovamente accelerata, non permetterà però all’anticiclone di spingersi fino alla Scandinavia e alla Russia (manovra che avrebbe potuto favorire la retrogressione di masse d’aria gelida dalla Russia), ma si limiterà a scaricarla in area britannica. Da qui l’afflusso sull’Italia di masse d’aria fredda, NON gelida e di prevalente carattere marittimo, sufficienti comunque a ritoccare ulteriormente le temperature che potranno calare a tratti sotto la media, fino a 2-3°C. Sarà l’occasione per possibili nevicate lungo l’Appennino il 17-ens_sud18 gennaio. Nel frattempo una seconda perturbazione potrebbe concentrarsi sul nostro settentrione, apportando un nuovo peggioramento tra il 19 e il 20 gennaio. Sarà l’occasione per nuove nevicate in montagna, ma forse anche a quote collinari e, occasionalmente, sulla val Padana.

POSSIBILE TENDENZA SUCCESSIVA 21-24 gennaio (predicibilità bassa): l’asse anticiclonico atlantico mostra un tilting (coricamento parziale) in senso orario, il che favorirebbe la concentrazione di fenomeni legati ad instabilità atmosferica (rovesci e qualche nevicata a quote medio-basse) soprattutto al centro e al sud. Tempo migliore ma freddo con gelate al nord. Le temperature permangono su valori prossimi o appena inferiori alla media su tutto il Paese.

Luca Angelini

 

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