22 October 2020

Inverno per modo di dire: dal weekend torna lo Scirocco

Come avevamo annunciato: due giorni di temperature sotto la media, poi tutto tornerà come prima. Quanta aria fredda e pulita verrà sprecata a questo giro. Aria che profuma di neve ma della neve di posti lontani, al di là dell’Atlantico, dove l’inverno per ora c’è stato davvero.

Due giorni di venti freddi, poi una spallata dell’anticiclone delle Azzorre, giusto per consolidarne appena gli spessori sulle pianure e nei fondovalle brumosi di metà dicembre e poi… poi tutto nuovamente da rifare.

Si, perchè entro la metà di dicembre una nuova saccatura atlantica riuscirà a sfondare il diaframma dell’anticiclone delle Azzorre, per altro neanche in gran forma alle nostre latitudini, ed ecco che taac, una nuova depressione è pronta a formarsi sui nostri mari di ponente, andando a risucchiare nuovo Scirocco dall’entroterra africano.

Ancora Africa? Signori questo è quello che emerge con fin troppa evidenza, dall’intreccio delle previsioni a spaghetti che, anche in questo caso, rischiano di diventare indigesti. A partire dal prossimo fine settimana dunque peggioramento a partire dal nord, e poi a seguire, anche al centro e al sud, seppur con fenomeni più a macchia di leopardo.

Fosse stato negli anni ’80, quando le correnti polari sembravano così vicine all’Italia, per il nostro settentrione sarebbe stata tutta neve fino in pianura. E invece la mancanza di un consistente cuscino d’aria fredda appoggiato alle pianure, adagiato nei fondovalle montani, farà la differenza.

neveLa resistenza che opporrà quel poco di aria fredda depositata nei bassi strati non sarà sufficiente e lo Scirocco riuscirà a sfondare quasi subito, probabilmente già tra sabato 13 e domenica 14, generando un nuovo peggioramento di stampo autunnale, con lo zero termico sempre pronto a volare troppo in alto. Le neve cadrà infatti solo in montagna e, per di più, a quote via via in rialzo, fin sopra i 1500 metri.

Insomma, un altro passo falso dell’inverno, proprio nel cuore del periodo più buio dell’anno, proprio nel periodo che tutti immaginiamo bianco come il Natale.

La nostra prognosi per ora si ferma qui. Il dopo risulta al momento ancora troppo sfocato, anche se i profili che l’occhio riesce a discernere tra la selva degli scenari probabilistici, non sembrano avvezzi a suggerire cambiamenti di sorta, anche nel lungo termine.

Luca Angelini

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