La differenza tra sensazionalismo e realtà nella meteo

Pariamoci chiaro: il mondo dell’informazione è una giungla. Imparare a distinguere tra notizie vere, bufale e mezze verità è come cercare di districarsi tra le mangrovie. Perché siamo arrivati fino a questo punto? La domanda è retorica e le conseguenze sono devastanti, anche perché non si ha la possibilità di discernere tra fonti qualificate e siti fantasma, tra professionisti e cialtroni. Il web mette tutti indistintamente sullo stesso piano.

Anche la meteo purtroppo non fa eccezione a questo disastro comunicativo: per tutto l’anno si sente e si legge di catastrofi continue (e poi mai pervenute ma nessuno si fa carico di chiedere spiegazioni ai rispettivi disinformatori) poi, quando ci si trova davvero dinnanzi ad un evento eccezionale, si grida al sensazionalismo. Il sensazionalismo è un modus operandi scorretto, che prende un evento, lo distorce, lo amplifica e lo dà in pasto all’utenza come notizia vera. D’altro canto, una notizia vera può sembrare sensazionalistica ma non esserlo se si riferisce ad un evento eccezionale effettivamente verificatosi o regolarmente previsto. Facciamo dunque alcuni esempi per capirci meglio.

COSA NON E’ SENSAZIONALISMO: se non piove da sei mesi e si parla di siccità estrema NON è sensazionalismo, è realtà. Se le temperature di oceani e atmosfera si attestano costantemente sopra le medie e parliamo di riscaldamento globale NON è sensazionalismo, è realtà. Se lo zero termico supera i 5mila metri e i ghiacciai collassano NON è sensazionalismo, è realtà. Se i dati ufficiali mi indicano che a Madrid per una settimana le temperature massime non sono mai scese sotto i 40°C, e dico che è un evento eccezionale, NON è sensazionalismo, è realtà. Se riporto che a Londra sono previsti, e poi effettivamente registrati, 40 gradi per la prima volta nella storia, NON è sensazionalismo, è realtà.

COSA E’ SENSAZIONALISMO: se un’ondata di calore estiva viene denominata “Scipione, Caronte, Apocalisse ecc., questo è sensazionalismo. Se voglio dimostrare che fa caldo inquadrando i termometri delle auto ferme sotto il sole che segnano 50 gradi, questo è sensazionalismo. Se parlo di temperatura percepita (parametro che non esiste, quello corretto è l'”indice del disagio fisico” o “indice bioclimatico di Thom”), questo è sensazionalismo. Se è previsto un temporale e annuncio una alluvione, questo è sensazionalismo. Se durante l’inverno le temperature scendono al di sotto della media e si parla di “Burian”, questo è sensazionalismo.

Ecco, vedete, è tutta questione di saper scegliere tra chi ci informa e chi ci inganna. Sta dunque a noi porgere il labbro all’amo, oppure voltarsi e lasciar morire di fame il… pescatore…

Credit e ulteriori informazioni: Andrea Corigliano – Fisico dell’atmosfera, Meteorologo e divulgatore scientifico

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Luca Angelini