15 October 2019

La difficoltà di prevedere un TEMPORALE spiegata in questa immagine

Dal sole al diluvio il passo è breve ma la percezione del tempo che ne abbiamo è ovviamente completamente diversa. E più una manifestazione meteorologica è vistosa, più ci aspetteremmo che sia prevedibile, ma invece non è così.

Tra tutte le strutture temporalesche nelle quali possiamo imbatterci ci sono alcune di piccole dimensioni, ma di grande potenza. Guardate l’immagine allegata, che si riferisce ad un rovescio temporalesco recentemente occorso sulla città di Torino.

Sulla città? Potremmo dire su una piccola parte, su un quartiere. Là sotto diluviava, probabilmente grandinava e c’erano intensi colpi di vento (tecnicamente downburst) e tutto intorno asciutto. Ecco la percezione opposta del tempo in una stessa città, laddove un temporale di pochi chilometri di diametro può causare il finimondo per alcuni e il nulla per altri.

Da qui l’estrema difficoltà dal parte della modellistica numerica, nel localizzare un evento. La simulazione infatti viene calcolata sul punto di una griglia, una sorta di rete che, per via di una bassa risoluzione, ovvero delle sue maglie troppo larghe, a volte neanche lo vede un temporale così, perchè lo stesso può trovarsi all’interno della rete e non sul punto di calcolo. Da qui i possibili errori in sede di previsione, errori che possono sembrare grossolani ma che invece celano una insidia tecnica di base ancora oggi purtroppo insuperabile.

Luca Angelini

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