La fusione dell’Antartico? Frenerà il Global Warming per 10 anni

Chi segue assiduamente questo sito web avrà già avuto modo di incontrare il termine “feedback” che, tradotto in italiano, vale a dire reazione, analogamente a quanto esprime il fisica il terzo principio della dinamica: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.

Dunque qui qual è l’azione? E’ la fusione del pack glaciale antartico periferico (quello che ricopre gli oceani circostanti il continente di ghiaccio) che in parte sta già avvenendo, specie a ridosso della Penisola Antartica.

E la reazione? La possibilità che l’immissione di acque fredde come conseguenza di questo processo di fusione rallenti il rialzo delle temperature per i prossimi 10 anni

Lo ha dimostrato uno studio condotto da Ben Bronselaer dell’Università dell’Arizona a Tucson e pubblicato sulla rivista scientifica “Nature”, nell’ambito del progetto “Southern Ocean Carbon and Climate Observations and Modeling (SOCCOM), finanziato da diversi enti statunitensi tra cui National Science Foundation, National Oceanic and Atmospheric Administration e NASA”.

I ricercatori hanno effettuato una serie di simulazioni sui cambiamenti climatici in un arco temporale che va dal 1950 al 2100, basandosi sullo scenario di emissioni di gas serra indicato internazionalmente come “business as usual”, che cioè non prevede variazioni rispetto ai livelli attuali.

Il risultato è che, considerando anche questo ulteriore fattore della fusione dei ghiacci, l’aumento della temperatura globale di due gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali potrebbe venire raggiunto con un differimento di circa 10 anni. 

In pratica, la Terra nel suo complesso continuerà a riscaldarsi, ma l’atmosfera si riscalderà più lentamente perché parte del calore rimarrà immagazzinato nella massa d’acqua extra, venendo poi rilasciato gradualmente. 

Questo processo avrà ulteriori conseguenze; “renderà l’emisfero boreale un po’ più umido e quello australe un po’ più secco di quanto stimato in precedenza”, ha concluso Joellen Russell, coautrice dell’articolo.

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Report Luca Angelini