15 October 2019

La montagna ridotta ad un luna park, ora BASTA!

Mercatini enogastronomici organizzati su una pietraia a 3.000 metri di quota per invogliare la gente a “salire” (naturalmente al costo del biglietto funiviario). Raduni di fuoristrada in boschi dichiarati Patrimonio Mondiale dell’ Umanità. (UNESCO: ormai solo un “bollino” faretto per le allodole deprivato del suo originario valore). E ancora: mototrial selvaggio sui sentieri, progetti di impianti a fune inutili, caccia all’orso “scomodo” che non ha assecondato gli ideali dei cartoon della Disney e quindi da rinchiudere e da abbattere se necessario.

Ormai possiamo ammettere (plurale maiestatis inteso come “noi in quanto appartenenti alla specie umana” e non coinvolti in prima persona) di averla ampiamente tradita la Montagna e, con essa, tutte le sue creature. Non abbiamo avuto alcun rispetto, alcuna compassione, alcuna pietà, alcun buon senso. Abbiamo ingaggiato una infinita corsa all’inseguimento di guadagni folli e di mode frivole, eliminando nel frattempo tutto ciò che l’aspro ambiente montano ci frappone, tutto ciò che non rientra nei nostri schemi e che può creare ostacolo, senza tenere conto che in alta montagna siamo noi quelli fuori posto e non viceversa.

Una Montagna trattata così, non è più tollerabile. Una Montagna addomesticata, piegata, sfruttata, plasmata per assecondare unicamente le nostre esigenze ed i nostri più beceri interessi, con il pretesto (perchè alla fine è solo una scusa) che questi, in un epoca di regressione etica ed intellettuale ancor più che economica, risultino gli unici mezzi per evitare l’abbandono delle Terre Alte. 

Eppure le montagne, nella loro impassibile e fiera severità, sono rifugio anche nostro e casa per molte altre creature. Tutto ha un limite e, continuando di questo passo, non ci saranno permessi altri irrimediabili errori, se non a caro, carissimo prezzo.

Annamaria Gremmo e Luca Angelini

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