16 December 2018

La neve in pianura? A volte è più facile che arrivi a fine inverno

Giornate cortissime, atmosfera natalizia, neve ovunque (rigorosamente finta): intuitivamente saremmo portati a pensare che le migliori probabilità di nevicate fino in pianura sul nostro Paese siano tutte concentrate quando le ore di luce raggiungono la minor durata nel corso dell’anno, ossia nella seconda decade di dicembre e nella prima parte del gennaio.

In non è proprio così, anzi è quasi più facile che la neve raggiunga la pianura nella seconda parte dell’inverno (meteorologico quindi entro il 1 marzo), se non addirittura alla fine, per quali motivi? Essenzialmente per due ragioni principali:

1) L’atmosfera è un sistema del tutto assimilabile ad un fluido e, proprio come un fluido, presenta una certa inerzia termica, ossia ha la capacità di trattenere il calore per un certo periodo di tempo, anche dopo che la fonte di energia è venuta a mancare o si presenta più debole. Lo stesso avviene per il processo contrario ovvero l’atmosfera necessita di tempo anche per riacquistare il calore perso. Ecco che allora le alte latitudini dell’emisfero continuano a raffreddarsi anche dopo il solstizio d’inverno, specie attorno al Polo, raggiungendo la temperatura minima all’incirca alla fine di gennaio.

2) Per contro, alle altre latitudini (leggi fascia subtropicale e fascia temperata delle medie latitudini) il calore immesso nell’atmosfera da una maggiore insolazione, riesce a smantellare il freddo più rapidamente. Si accentuano così i contrasti fra le diverse latitudini, una situazione che tecnicamente è nota come “infittimento del gradiente meridionale di temperatura”.

Di conseguenza l’energia di contrasto fra diverse latitudini aumenta e di pari passo diventano più incisive anche le incursioni di aria fredda. L’aria fredda inoltre, giungendo su terreni riscaldati solo in superficie, tende a instabilizzarsi e a generare con maggior frequenza precipitazioni convettive. E’ un freddo che si rovescia soprattutto dall’alto e che può portare a precipitazioni nevose a larga falda, con accumuli anche rapidissimi e magari anche con temperature di partenza al di sopra dello zero

Morale: tutti stiamo aspettando che l’inverno ponga la sua bianca firma sulle nostre giornate. Dai che ce la puoi fare! Tuttavia non affidiamoci solo a dicembre, puntiamo su gennaio. E se anche li non funzionasse, pensiamo che anche febbraio e la prima decade di marzo hanno potenzialità nevose assolutamente da non sottovalutare. L’Italia è bella perchè è varia, anche climaticamente. Accompagnare la stagione nella sua crescita, apprezzarne le sfumature, accettare anche le anomalie, dà molte più soddisfazioni che passare le nostre giornate ulcerandosi su metri quadri di mappe che non si realizzeranno mai.

Luca Angelini

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