28 November 2020

La prima perturbazione sull’Italia? Non prima del 19-20 di ottobre

Non sempre si può guardare avanti e spingerci così lontano nella linea di tendenza, se si parla di meteo seria. Questa però è una di quelle situazioni che poggia su una stabilità di base molto elevata. In altre parole i set di equazioni risolti dai calcolatori – si parla di miliardi di operazioni al secondo – sui quali si basano le simulazioni prodotte dai modelli di previsione, non vengono invalidati dalla componente caotica dell’atmosfera e danno un responso accettabile anche a media scadenza (vedi carta qui sopra 140 ore di anticipo)

Il dato che emerge proprio dalle ultimissime elaborazioni numeriche è quello di un anticiclone forte e saldo, che non sbloccherà il varco atlantico e costringerà le perturbazioni dell’oceano a passare oltre senza nemmeno sfiorarci ancora per diversi giorni.

Come dicevamo in questo precedente editoriale, l’unico particolare da tenere sotto osservazione è un ciclone tropicale che, nato al largo dell’Africa occidentale, è destinato a risalire verso le coste dell’Europa entro una decina di giorni. Prima di allora dunque, non ci dovremo aspettare alcun cambiamento degno di nota nello stato del tempo.

Anzi, proprio il contributo dato anche dal piccolo uragano atlantico, potrebbe far leva su un apporto maggiorato di energia destinato all’anticiclone stesso, con il risultato finale di un ulteriore pompaggio di aria calda entro la sua struttura a tutto vantaggio di un rinforzo della stessa.

In tale quadro nessuna perturbazione atlantica riuscirà ad aprirsi il varco e pertanto, almeno sino al 19-20 ottobre, la probabilità che sull’Italia si manifestino piogge degne di nota rimane molto bassa.

Luca Angelini

La prima perturbazione sull’Italia? Non prima del 19-20 di ottobre