16 December 2017

La primavera incompresa

Quando l’inverno finisce dietro le spalle, e dal punto meteorologico questo accade da oggi primo giorno di marzo, ci si aspetterebbe di ritrovare il sole quale protagonista entrante della scena. E spesso è così. L’errore ricorrente che facciamo però è quello di credere che la primavera sia stagione di solo tempo soleggiato e stabile, accompagnato da cieli azzurri e a temperature miti.

La primavera però è stagione di transizione,  caratterizzata dallo smaltimento dei contrasti tra il gran gelo prodotto dall’inverno e che ancora domina alle alte latitudini, e i primi tepori che risalgono dalle regioni subtropicali, dove il sole ha già iniziato da tempo a fare la sua bella figura alto nel cielo. La primavera dunque non è stagione dalla quale ci si possa aspettare la stabilità atmosferica, nè una particolare affidabilità climatica, bensì quella classica dinamicità che porta ad alternarsi a ritmi di samba il sole e la pioggia, il vento e le nuvole.

Perfino la neve è un elemento essenziale della primavera italiana, magari non in pianura o lungo le coste, anche se qualche volta non è mancata di fare la sua volatile comparsa, ma soprattutto sulle nostre montagne. E’ proprio durante la primavera, quando le temperature in quota sono prossime allo zero, che avvengono le nevicate più abbondanti e spettacolari. La neve che cade in montagna durante la primavera va a consolidare quella invernale (se c’è…), costituisce inoltre un valido apporto di acqua alle falde nel corso della calda stagione estiva rifinendo l’opera di mantenimento del substrato caduto (si spera) durante il semestre invernale.

Cosa dobbiamo dunque aspettarci dalla primavera? Beh, dopo il Libeccio tiepido sta subentrando il Maestrale freddo, poi ancora una fase mite. Insomma avremo giorni belli e giorni meno belli, giorni miti e giorni meno miti, tutto quello che potrebbe far pensare ai profani della meteo ad un tempo pazzo, fuori controllo. Ma il mese di marzo per non essere anomalo deve proprio essere così. Vi abbiamo appena spiegato che tutto ciò è nel DNA della primavera stessa, quella primavera che, nonostante tutto, molti di noi non comprendono.

Luca Angelini

La primavera incompresa