4 December 2020

Le stazioni meteo preferite dagli appassionati

La questione dei ghiacci in Groenlandia: aumentano o non aumentano?

La matematica non è una opinione, ma…. Ma quando si tratta di argomenti estremamente complessi e articolati come quelli inerenti le questioni climatiche può capitare che la matematica, in questo caso applicata alla statistica, possa dare risultati diversi. E come è possibile? Procedendo proprio come fanno gli illusionisti che, utilizzando la cosiddetta “falla del completamento logico” (occultando il passaggio chiave), ci inducono a trarre la conclusione voluta (che non è necessariamente quella vera).

Prendiamo la situazione attuale (22 novembre 2017) dei ghiacci artici groenlandesi. In diverse recenti occasioni è stata data notizia di una vistosa crescita di questi ultimi. Ora, da quale punto di vista la vogliamo guardare? Da quella dei ghiacci sulla terraferma o dal punto di vista della banchisa (ghiacci marini)? Nel primo caso siamo sopra la media, nel secondo sotto.

E poi: a quale media ci si riferisce? 1970-2000, 1961-1990, 1985-2015 oppure 1981-2000? Manipolando i vari dati e plottandoli a piacere sulle varie piattaforme disponibili sul web ricaviamo i risultati voluti, naturalmente tutti diversi tra loro. E in questo modo non se ne viene a capo, anzi si alimentano solo sterili polemiche.

Ma allora, come stanno veramente le cose?

Utilizzando la media calcolata dall’NSIDC – National Snow and Ice Data Center, l’Istituto nazionale americano leader in questo campo – la nostra base di riferimento diventa quella universalmente accettata, ossia  l’arco temporale 1981-2010. Ebbene, rispetto a questa media la superficie ghiacciata continentale groenlandese è attualmente superiore alla media sui settori montuosi orientali, leggermente inferiore su quelli occidentali, stabile altrove. Come mai? Perchè negli ultimi 3 anni (dal 2014) sui settori montuosi orientali dell’Isola si sono avute precipitazioni al di sopra della media e, siccome le temperature in queste zone sono sempre sotto zero (siamo tra 2000 e 3000 metri), queste ultime si sono manifestate a carattere nevoso. Da qui lo sbalzo totale che vede l’aumento della massa glaciale sull’Isola, anche se in realtà si riferisce ad una sola porzione di essa (quella orientale appunto).

Passiamo alla banchisa. Beh, qui c’è poco da barare, dato che da qualsiasi punto di vista la si guardi è sempre al di sotto della media. Attualmente l’estensione dei ghiacci marini intorno alla Groenlandia, nonostante un’estate conservativa (senza particolari perdite) è al terzo posto tra le tre peggiori annate degli ultimi anni: peggio del 2017 hanno fatto solo il 2016 e il 2012. La superficie superstite, dopo la batosta mai riassorbita del 2007, anno della cosiddetta “crisi artica”, è però sottile e vulnerabile e pertanto soggetta a possibili ulteriori cambiamenti nei tempi a venire.

Luca Angelini

La questione dei ghiacci in Groenlandia: aumentano o non aumentano?