27 January 2021

L’AFRICA sempre a casa nostra: perchè?

L’AFRICA A CASA NOSTRA, PERCHE’? E adesso non accade più solo in estate, pur essendo questa la stagione di maggior frequenza, ma anche altri periodi dell’anno vedono le caldissime masse d’aria  del nord Africa allargare il loro abbraccio verso il Vecchio Continente. Un abbraccio che assomiglia più ad una morsa, sempre più stretta e frequente che denota un evidente mutamento nella circolazione generale dell’atmosfera rispetto ai decenni passati.

I bollori dell’estate mediterranea, tanto per focalizzare l’attenzione sul mutamento più vistoso del nostro clima, traggono origine da diversi fattori che agiscono in sinergia, alcuni dei quali provengono da situazioni originatesi in luoghi anche molto remoti. Il legame tra le temperature del Pacifico equatoriale da una parte (cicl dell’ENSO, ovvero di El Nino e de La Nina) e la forza dei Monsoni dall’altra determinano il passaggio chiave per comprendere tutte le vicende atmosferiche che avvengono sullo scacchiere mediterraneo del semestre estivo.

STORIA DI EL NINO E DI MONSONI: una fase di El Nino infatti tende a rinforzare il Monsone dell’Africa occidentale il quale porta dunque un aumento della piovosità nella regione del Sahel. Questo perchè l’alito caldo generato da El Nino crea uno sbalzo termico tra le acque (ancora relativamente fresche) del golfo di Guinea e l’entroterra nord-africano, che invece si scalda molto più rapidamente.

itczLa figura qui a fianco rappresenta molto chiaramente il discorso: Il Monsone del golfo di Guinea alimenta i temporali equatoriali, la cui linea di massa costringe verso nord la linea ITCZ (segmento rosso). Quest’ultima spinge a sua volta verso, superando la latitudine media climatologica (segmento nero), buttandoci letteralmente addosso la banda anticiclonica che normalmente staziona sul Sahara.

L’avete visto? E’ proprio il disegno che sta caratterizzando questa caldissima parte dell’estate 2015.

E SE L’AFRICA FINISCE IN… RUSSIA? Il medesimo meccanismo si espleta laddove, sotto la spinta dell’indice oceanico indiano IOD, il relativo Monsone Asiatico tende ad inoltrarsi verso il rispettivo continente. In questo caso la risalita dell’ITCZ interessa le zone arabiche e la lo sviluppo dell’anticiclone subtropicale invece il Mediterraneo orientale e, a volte, anche l’Europa dell’est. Nelle ultime estati 2015 esclusa) la Russia ad esempio è stata spesso interessata da intense  eprolungate onde di calore che hanno decimato la copertura nivo-glaciale a ridosso dell’Circolo Polare Artico. Il che costituisce a sua volta una ulteriore forzante che indice l’Europa a riscaldarsi ulteriormente.

Insomma, come vedete ce n’è per tutti. Ora, con il fenomeno di El Nino in gran rispolvero, le attenzioni si spostano al prossimo inverno, che si spera non debba destinarci ulteriori scampoli di Africa fuori tempo massimo.

Luca Angelini

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