L’Artico verso l’abisso e andiamo verso la stagione calda

L’estensione della banchisa su mar Glaciale Artico, in vista della sua massima portata annuale che cade esattamente in questo periodo, fa rilevare un deficit notevole. Siamo infatti ai minimi storici per il periodo, come mette in evidenza il grafico proposto in figura (click per aprirlo). Grazie a questo grafico possiamo comparare la situazione attuale con quella degli anni precedenti con aggiornamento 24 marzo 2017.

In realtà questa situazione non è prerogativa del solo mese di marzo, ma insiste da diversi mesi. Questo significa che in tutti questi mesi una enorme quantità di energia solare, altrimenti riflessa verso lo spazio dalla superficie ghiacciata per effetto albedo, è stata assorbita dall’oceano e dalle terre emerse, dove infatti lanomalia delle temperature è decisamente vistosa.

E ora andiamo anche incontro alla stagione più delicata, quella calda, quella capace di incidere maggiormente sulla già delicata situazione in cui versa la banchisa artica.

Tutto ciò ovviamente sfocia in una rapida accelerazione dell’aumento della temperatura terrestre, un processo che mette a nudo anche un ulteriore forzante parallela, il cosiddetto effetto feedback positivo: dalle superfici rimaste orfane del ghiaccio, e per questo non più isolate, vengono rilasciati ingenti quantità di gas come il metano, che a loro volta vanno ad incrementare la concentrazione totale della coperta che impedisce la dispersione del calore verso lo spazio.

Insomma, un cane che si morde la coda, un processo a cascata ormai ben avviato ma ancora oggi da molti sottovalutato. Per questo varrebbe riflettere secondo un noto aforisma:”Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, l’ultimo animale libero ucciso, ci accorgeremo che… non si potrà mangiare il denaro.

Luca Angelini

L’Artico verso l’abisso e andiamo verso la stagione calda