25 November 2020

Le Alpi e la NEVE, adesso si ragiona!

In diverse occasioni avevamo sottolineato la cronica mancanza di precipitazioni risalente a più di un anno fa su molte regioni d’Italia, mancanza che si esprimeva sulle nostre Alpi con un deficit considerevole, non solo idrico, a livello di riserve liquide nel sottosuolo, ma anche di innevamento e quindi di riserva a lungo termine sui ghiacciai.

Nelle ultime settimane questo gap è stato in parte (in parte) colmato per un sufficiente apporto di precipitazioni, anche di tipo nevoso, seppur a quote differenti da caso a caso e da zona a zona.

Tirando le somme dopo l’intensa perturbazione di domenica 10-lunedì 11 dicembre, lo spessore medio del manto nevoso sulle nostre Alpi è quello rappresentato in figura (click per aprirla).

Gli sbalzi termici hanno agevolato i depositi sia alle quote più basse – anche se la pioggia di lunedì 11 ha intaccato lo spessore bianco soprattutto sui settori orientali delle Alpi, leggi Triveneto – sia a quelle più alte, le quali hanno beneficiato paradossalmente proprio del rialzo termico, che ha impedito l’asportazione eolica tipica delle bassissime temperature. Ora su alcuni settori, come riferisce il Servizio Meteomont, sussiste addirittura il rischio di valanghe.

Una volta tanto comunque la stagione sciistica sulle Alpi può partire con il piede giusto, con una base nevosa ottimale e pendii nel complesso sufficientemente innevati, anche se molto dipenderà da quello che succederà dopo, sia in termini di temperature, sia dal punto di vista di nuove precipitazioni, condizioni “sine qua non” ci ritroveremo presto punto e a capo.

Luca Angelini

Le Alpi e la NEVE, adesso si ragiona!