21 October 2020

Le cime alpine sotto la tormenta

Dopo le temperature estremamente elevate per il periodo dei giorni scorsi, ora un repentino cambiamento della massa d’aria ha sta portando un brusco cambiamento nello stato del tempo lungo i versanti esteri delle Alpi e a ridosso dei settori di confine.

LE AREE COINVOLTE: mercoledì 26 febbraio la corrente a getto in quota, molto veloce, porta le masse nuvolose, addossate ai versanti settentrionali alpini, ad oltrepassare lo spartiacque recando la possibilità di nevicate anche al di qua dei confini in particolare sulle testate delle valli di Lanzo e relativi valichi con al Francia, sulla Valle d’Aosta, alta Valsesia, testata della Valle Anzasca, Ossola, alta Val Chiavenna, alta Valtellina e lungo tutto il settore altoatesino comprendente la zona Brennero, le valli Venosta, Aurina, Pusteria e Passiria, oltre a locali comparse fin lungo i contrafforti settentrionali delle Dolomiti, sia in Trentino che nel Bellunese. Qualche spruzzata portata da nord attesa in giornata anche sui confini delle Alpi Carniche e Giulie.

LA QUOTA MEDIA DELLE NEVICATE: le caratteristiche della massa d’aria, di origine artico-marittima, quindi decisamente fredda e con notevole spessore troposferico, porterà il limite dello zero termico a quote collinari. Ci si attende pertanto la possibilità che vengano imbiancati nel corso della giornata anche i fondovalle delle aree suddette sino a quote prossime a 400-500 metri. Non si esclude pertanto qualche fiocco anche in città come Aosta e Domodossola. Al momento (ore 09.00 di mercoledì 26 febbraio, all’Osservatorio Regina Margherita sul Monte Rosa si registrano -27.3°C.

VENTO E ACCUMULI: sulle cime più elevate le nevicate si manifesteranno sotto forma di tormenta, accompagnate da venti tempestosi, con raffiche anche oltre 120km/h, in particolare sui settori in quota della Valle d’Aosta, del vicino Vallese e sulle Lepontine, quindi sostanzialmente lungo tutta la catena dei Quattromila. L’azione eolica determinerà accumuli di neve in quota estremamente irregolari, comunque prossimi a 70-80 centimetri sopra i 2.500 metri nelle zone più battute dalle precipitazioni, ossia valli di Lanzo (coinvolte anche Bardonecchia e Sestriere), alta Valle d’Aosta, Formazza, Engadina e Alpi Venoste. Segnaliamo anche raffiche di Foehn (freddo) lungo la fascia prealpina e allo sbocco delle vallate sud-alpine, con punte anche fino a 80km/h in direzione della pianura Padana e ulteriori rinforzi in zona laghi.

PERICOLO VALANGHE: marcato (livello 3) mercoledì 26 e giovedì 27 in Valgrisenche, Valle di la Thuile, val Veny, val Ferret e nella zona del Gran San Bernardo-Ollomont.

LA TENDENZA SUCCESSIVA: breve pausa giovedì mattina, poi nuove nevicate in arrivo sui medesimi settori tra pomeriggio e sera, ma con quota decisamente in rialzo per afflusso di aria più temperata (fino a 800-1.100 metri), poi indebolimento delle stesse e confinamento al di là dei settori spartiacque, ma nuovo calo fin verso i 500 metri nella giornata di venerdì 28.

Luca Angelini

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