Le crisi dei ghiacciai alpini nella storia del clima

I ghiacciai alpini stanno arretrando, lo vediamo tutti. Le tracce che il tempo lascia sulle nostre montagne ne sono la tangibile testimonianza. Resta ora da capire: da quando si stanno ritirando? La risposta è semplice e inequivocabile, dalla fine dell’ultima Piccola Era Glaciale, che ha raggiunto il suo culmine del 1.850, con una evidente accelerazione negli ultimi decenni. E prima?

Numerosi studi condotti tramite metodi di ricerca incrociati hanno inquadrato in particolare due periodi negli ultimi 10 mila anni, ovvero dalla fine dell’ultima glaciazione, durante i quali le temperature del pianeta, e di conseguenza anche la consistenza dei ghiacciai alpini, era simile all’attuale.

Senza andare troppo indietro nei tempi geologici, fermandoci quindi tra il 1.100 e il 1.200, arriviamo facilmente al cosiddetto Optimum Climatico del Medioevo. Secondo gli studi ufficiali i ghiacciai alpini a quel tempo presentavano bilanci di massa simili a quelli che si riscontrano ai giorni nostri. Ulteriormente caldo sarebbe stato invece il cosiddetto Optimum Olocenico nel periodo compreso tra 5 e 7 mila anni fa, allorquando le temperature globali erano superiori alle attuali di circa 1 grado.

estateEbbene in quell’occasione la copertura glaciale alpina era naturalmente meno estesa e il livello di sviluppo del manto arboreo superiore di circa 200 metri rispetto alla situazione attuale. E’ l’epoca di Otzi, poi divenuto famoso grazie al ritrovamento della sua mummia sui ghiacciai del Similaun circa 20 anni fa. Il dato farebbe sembrare possibile che da ben 6 mila anni quel ghiacciaio non fosse così a corto di energie tale da farne affiorare i resti.

D’altra parte le cose potrebbero essere andate anche in modo un po’ diverso, considerato che i ghiacciai non sono fermi ma tendono a scivolare verso il basso come fiumi pietrificati. L’emersione del reperto dunque potrebbe essere stato facilitato dalla quota più bassa rispetto a qualche secolo fa. Non è certo stato nel già citato Medioevo, ma solo oggi all’epoca dell’Alpinismo consumistico di massa, che territori come il ghiacciaio del Similaun sono stati percorsi in lungo e in largo anche da turisti con semplici scarpette da ginnastica.

Fortunatamente non tutto il male viene per nuocere: in questo caso la wilderness perduta ha permesso una tra le scoperte più affascinanti degli ultimi… 6 mila anni!

Luca Angelini

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Luca Angelini

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